La riflessione del Prefetto su Warwarowka

La riflessione del Prefetto su Warwarowka

Il Prefetto della Provincia di Sondrio Giuseppe Mario Scalia, in occasione dell’evento del 23 gennaio 1945, data del sacrificio delle Nappine bianche del Battaglione di Morbegno durante la ritirata di Russia, esprime il proprio pensiero.
“Solitamente in queste ricorrenze si è portati a ricordare, a riportare alla memoria i fatti e il perché di essi, ebbene vorrei stravolgere questa rituale modalità ed affermare il mio, forse errato, modo di pormi non soltanto in veste istituzionale ma di un uomo che tenta di compenetrarsi in quell’atmosfera così drammatica e crudele… Naturalmente, scaturirebbe, prioritariamente nel mio cuore, quel senso di desolazione e ricercherei un elemento della natura, che avrebbe il compito di far capire a me stesso quel luogo: esso è il vento, il solo vento che sa trovare la nota che sospira e sostiene tra tristi momenti di lotta. Trafiggerei, poi, di lontananza in lontananza quella terra
insanguinata e, con amarezza, non saprei in quel giorno trovare nulla che duri fino al chiarore delle stelle. Sì, in quello spazio terreno ove la battaglia si svolse, le sovrastanti stelle sono prive di luce perché tristi e un buio totale avvolge tutto e tutti, anche quei giovani Alpini, valorosi Soldati che… non hanno alcuna colpa. Terra e cielo in un freddo abbraccio ed ingiustificato attendono la pace che, grazie a Dio, poi giungerà… ma quanta sofferenza, quanto dolore, quanti sacrifici. Forse sarebbe stato sufficiente in quel frangente un pizzico di umiltà, di bontà, una goccia d’amore e Warwarowka sarebbe stata ricordata come un luogo incantevole… Ciò non è stato … e il Valore Incommensurabile di quei Soldati Alpini con la S maiuscola è nei miei e nei vostri occhi”.

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Il ringraziamento

“Un grazie immenso perché tutti noi viviamo grazie a Voi Alpini, nella libertà. Ogni nostro cuore ha impresso una stilla di sangue di un Alpino, che non si cancellerà mai più. E’ il nutrimento della nostra Vita, della Libertà e della Fratellanza”.