Osservando l’incredibile filmato della frana del Gallivaggio di ieri in tanti sono sicuri di scorgere la Vergine Maria, protettrice del santuario. Si chiama pareidolia, ed è la tendenza istintiva e automatica a trovare strutture ordinate e forme familiari in immagini disordinate.

Frana del Gallivaggio: il video

La frana di Gallivaggio collassa VIDEO

Non c’è un telefonino in Valchiavenna che martedì, 29 maggio 2018, non abbia ricevuto su WhatsApp video, fotografie e materiale riguardante la frana di Gallivaggio. Il crollo di materiale – annunciato ormai da settimane – è diventato virale in pochi minuti, ancor prima che i media locali li facessero loro e ne amplificassero la diffusione. Alla vista di quel disastro, la prima domanda che ha cominciato a circolare sui gruppi è stata la stessa: “Che fine hanno fatto il Santuario, il campanile e il ponte, situati proprio ai piedi della frana?”.

Nessun danno, mai

Frana del Gallivaggio: "In quella nube si scorge la Madonna"A fugare ogni dubbio sulle condizioni di questi tre manufatti, sono state – anche qui – le immagini circolate su WhatsApp. Fatto salva qualche ammaccatura al tetto della chiesa, le conseguenze della pioggia di pietre sono state sostanzialmente nulle. Il fatto appare ancor di più incredibile se si valuta la prossimità del Santuario al versante oggetto del crollo. Ricordiamo che dalla sua fondazione, non è la prima volta che il santuario è vittima di qualche frana, ma non è mai stato provocato alcun danno sensibile.

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Miracolo o suggestione?

Molti fedeli hanno subito pensato che – a proteggere il luogo sacro – fosse stata la mano di Maria. Proprio qui, infatti, il 10 ottobre 1492 – due giorni prima che Colombo sbarcasse sulle coste del Nuovo Continente – la Madonna apparve a due ragazzine del posto per lasciare loro un messaggio alla Misericordia. Seguirono miracoli e altri segni, al punto che nel 1598 iniziarono i lavori di costruzione del Santuario consacrato poi nel 1615.

Ed è proprio riguardando i frame del video del crollo, che qualcuno ha scoperto come – prima che il Santuario venisse avvolto dalla polvere – uno sbuffo bianco sia apparso sopra il campanile. Un’immagine nitida, che per pochi secondi, ha assunto le sembianze di una donna velata e incoronata, così simile all’iconografica classica con cui viene rappresentata la Madonna.

Da qui la considerazione implicita secondo cui Maria, ancora una volta, si sia fatta protettrice di questo luogo, già teatro in passato di moltissimi crolli, tutti conclusi senza danni per il Santuario.

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