L’architetto Stefanelli profila un necessario cambiamento d’identità per Morbegno

Il futuro di Morbegno: cambiare identità

“La Città del Bitto deve sapersi reinventare, ma deve farlo ora. Altrimenti, più che di una lenta agonia, Morbegno morirà per un “infarto” fulminante, uno shock… urbano e sociale”. Ne è convinto l’architetto ed urbanista di Sondrio, Piercarlo Stefanelli, noto e stimato per la sua professione e anche per aver ricoperto per due mandati consecutivi il ruolo di assessore e vice sindaco con la Giunta Molteni nel capoluogo di provincia.

I commercianti

“L’apertura della variante della Strada Statale 38, prevista per la primaversa 2018, stravolgerà completamente il sistema commerciale della città – spiega Stefanelli – La nuova arteria stradale isolerà totalmente Morbegno dal resto della media valle. Ciò porterà il vantaggio di liberare Morbegno dal traffico di attraversamento. Ma ci sarà anche uno svantaggio. Diminuirà cioè il richiamo ad attrarre coloro che troverebbero a Morbegno motivi per fermarsi. Chi ne avrà le peggiori conseguenze? Certamente per primo il settore del commercio di qualità e le aree della comunicazione (il polo fieristico in primis). Succederà poi che il richiamo commerciale di qualità si sposterà soprattutto all’estremo nord della variante 38 verso Sondrio”.

L’appello

«Occorre ripensare la città, individuare cioè una nuova identità per evitare anche che si richiuda definitivamente su sè stessa – commenta l’architetto – L’avvento della nuova 38 può essere un’occasione per rilanciare la Città del Bitto. Morbegno potrebbe dunque diventare una città attrattiva, accogliente e a misura di bambino ed anziano su modello di quelle svizzere. Di più”.

Il progetto

Ma per poter rendere più attrattiva Morbegno, per Stefanelli è indispensabile avviare il progetto di interramento della linea ferroviaria, lunga circa due chilometri. “La ferrovia oggi taglia in due la città – dichiara l’architetto – La sua eliminazione consentirà di far nascere una nuova Morbegno, più accogliente ed ospitale. Al posto della ferrovia potrebbe essere realizzato un asse pedociclabile verde che raccordi la serie di percorsi minori che collegano già il sud e il nord ma con percorsi protetti”.

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Il concorso d’idee

Il progetto dell’interramento della ferrovia era contenuto nel lavoro che Stefanelli con un pool di altri tecnici ha elaborato per il concorso di idee promosso lo scorso anno dalle fondazioni Promor e Mattei. “In realtà questa mia idea era stata scartata allora – spiega Stefanelli – Era considerata futuristica. Certo è costosa ma fattibile. Ecco perché oggi mi sento in obbligo di rilanciarla allo scopo principalmente di far risvegliare le coscienze ed avviare una discussione sulla Morbegno che sarà. Concedo fin d’ora la mia piena disponibilità a collaborare nell’organizzazione di eventuali incontri e dibattiti pubblici”.

Nel dettaglio

L’architetto ha progettato la nuova linea ferroviaria in galleria sotterranea con un grande taglio ovale a livello dell’attuale marciapiede nella zona della stazione. “Ciò lascerebbe filtrare la luce naturale e vedere i convogli transitare sotto l’attuale quota dei binari – chiarisce – Se si volesse si potrebbe anche pensare alla realizzazione di un grande parcheggio sotterraneo in modo da completare il polo d’interscambio tra il ferro e la gomma pubblica e privata. L’effetto città verrebbe rafforzato e sarebbe, credo, foriero anche di un rilancio socio-economico della città intera”.