Soddisfatto il sottosegretario.

Parolo: “Comuni confine, scommessa vinta”

“Perfezioniamo l’Intesa che è stata firmata nel 2014, cercando di rendere ancora più virtuose e funzionali le regole che ci siamo dati tre anni fa. Il vero fatto rivoluzionario è la firma di un’intesa che ha permesso di utilizzare i soldi non più come succedeva prima, con una distribuzione a pioggia. Ma con un percorso di condivisione e di confronto con il territorio, per realizzare progetti di effettivo sviluppo”. Lo ha dichiarato il sottosegretario di Regione Lombardia con delega alle Politiche per la montagna Ugo Parolo. Questo durante la sottoscrizione della modifica all’Intesa Fondo Comuni Confinanti da parte di Governo, Regione Lombardia, Province Autonome di Trento e Bolzano e Regione Veneto, questo pomeriggio, a Roma, presso la sede del Dipartimento per gli Affari regionali e le autonomie.

Accordo

Anche in futuro, la Provincia di Bolzano e quella di Trento verseranno 40 milioni di euro all’anno per alimentare il Fondo comuni confinanti. Il cui obiettivo è quello di sostenere la valorizzazione e lo sviluppo economico e sociale dei territori di Lombardia e Veneto confinanti con Alto Adige e Trentino. Questo il “cuore” dell’accordo sottoscritto oggi, 30 novembre a Roma. La firma è stata quella del sottosegretario agli affari regionali Gianclaudio Bressa, del presidente del Fondo Roger De Menech, dei presidenti delle Province Autonome di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Ugo Rossi. E dei rappresentanti delle Regioni Lombardia e Veneto, Ugo Parolo e Federico Caner.

Percorso

“E’ esattamente il solco che vogliamo percorrere in tutte le politiche per la montagna – ha spiegato Parolo durante il suo intervento – dove si chiede ai territori di essere responsabili. E insieme agli Enti di coordinamento superiori, in questo caso le Regioni e le Province, di costruire il proprio futuro con consapevolezza”. “Oggi – ha aggiunto il sottosegretario – confermiamo questo percorso, lo consolidiamo e lo mettiamo al sicuro da eventuali critiche che potrebbero mettere in dubbio un’esperienza che continuerà in maniera strutturale nel tempo”.

Territori

“Fin dal principio abbiamo sostenuto e voluto questa modalità di gestione dei fondi che riguardano i territori di montagna che confinano con le Province autonome di Trento e Bolzano. Far crescere i territori attraverso la responsabilità di decidere non è stato un percorso agevole. Sarebbe stato molto più facile distribuire risorse attraverso dei bandi regolati in base da regole burocratiche. Ma il percorso ambizioso che abbiamo deciso di intraprendere è stato una scommessa vinta”.

Risultati

“Questo fondo infatti ha ottenuto nel versante lombardo risultati tangibili, misurabili, con la realizzazione di progetti strategici di valenza e ricaduta anche a livello nazionale. Fra tutti il finanziamento di parte dell’anello ciclabile del lago di Garda, il traforo dello Stelvio, gli investimenti del Parco nazionale dello Stelvio e la questione riguardante la regolazione del Lago d’Idro”.