«Luoghi incontaminati come le montagne della nostra splendida Valmalenco non possono essere scambiati per un circuito da motomondiale». Lo afferma con forza Michele Comi, guida alpina di Chiesa, che domenica scorsa ha assistito ad un episodio che considera «una vigliaccata».

Sfogo di Michele Comi

«Quella mattina facevo da guida ad un escursionista ed eravamo diretti al Sasso Bianco a 2490 metri di quota – spiega Comi – Siamo partiti a piedi da Ciappanico, in Comune di Torre di Santa Maria, e siamo poi proseguiti praticando lo scialpinismo circondati da un paesaggio incantevole. Poi in cima al Sasso Bianco abbiamo osservato le scorribande di quattro motoslitte condotte ad alta velocità tra l’Alpe Airale, l’Alpe Zana e il colle immediatamente sotto la vetta».

Vigliacchi e meschini

Comi puntualizza che: «Non vi erano tracce di passaggio nell’adiacente zona Piasci-Arcoglio in Comune di Torre. Pertanto la provenienza dei mezzi a motore è probabilmente riconducibile alla strada Vasp di accesso che sale da Chiesa all’Alpe Lago».
E aggiunge: «Arrivare in vetta al Sasso Bianco in motoslitta, dopo aver scorrazzato ad alta velocità tra gli alti pascoli di Airale e Zana, non è solo impattante e antiecologico, è pure vigliacco e meschino».

Leggi anche:  Le grida d'aiuto poi le ricerche, alpinisti ancora dispersi in Valmalenco

Segnalazione alle Forze dell’Ordine

Di qui è scattata la segnalazione. Comi ha infatti scritto sia alla Polizia locale sia ai Carabinieri Forestali per informarli dell’increscioso episodio.
Doveroso a questo punto ricordare che il regolamento per la circolazione delle motoslitte nel comune di Torre e di Chiesa vieta il passaggio delle motoslitte in montagna salvo deroghe ben precise per quanto riguarda determinate zone e orari prestabiliti. E comunque in quella zona le motoslitte non ci potevano stare.

Con le motoslitte si può transitare solo su determinate piste

Sentito in proposito, il comandante della Polizia locale associata della Valmalenco, Tiziano Rama, conferma che le persone segnalate hanno trasgredito un divieto.
«Purtroppo il problema delle motoslitte che scorrazzano indisturbate senza autorizzazione è diffuso – spiega Rama – I permessi vengono autorizzati solo su determinati tragitti a coloro che devono raggiungere la loro baita e solo per il tragitto necessario. Il problema è che tale fenomeno sfugge ai controlli perché è impossibile presidiare tutto il territorio. A rendere tutto più complicato è che le motoslitte non devono essere immatricolate e non hanno targa».