Ha guardato (e soprattutto analizzato) tutte le partite di calcio dei campionati nazionali di serie A e B della stagione 2016/2017. Ma non è allenatore né presidente di una squadra. E’ semplicemente un ragazzo che ha saputo trasformare la sua grande passione, quella per il calcio, appunto, in… materia di studio.
Sì perché Stefano Papa, 25 anni compiuti il 7 dicembre scorso, di Faedo, per la sua tesi di laurea magistrale ha scelto niente meno che di analizzare le modalità di realizzazione del goal.

Facoltà di Scienza, tecnica e didattica dello sport

Si è da poco laureato all’Università degli Studi di Milano nella facoltà di Scienza, tecnica e didattica dello sport ed il suo correlatore è stato il professore Gianluca Andrissi, direttore sportivo dello Spezia Calcio. Per il giovane valtellinese il risultato è stato un meritato 110 e lode per la sua tesi sperimentale.

Tre parametri tecnico-tattici

«Ho visualizzato i filmati riferiti all’azione del goal, dopo aver individuato tre parametri tecnico-tattici – spiega Stefano – Il primo riguarda il tocco del goal: la rete cioè può essere segnata con il piede destro, con quello sinistro o anche di testa. In linea generale comunque, essendoci una netta prevalenza di destrorsi, è normale che ci sia una maggioranza di goal avvenuti tramite il piede destro. Il secondo parametro indagato è la differenziazione tra azione di gioco (per esempio una serie di passaggi che culminano con la rete) e palla inattiva (calcio d’angolo, rimessa laterale, rigore, punizione, eccetera). Il terzo parametro infine riguarda la modalità con la quale effettivamente la rete è stata realizzata. Ed i modi sono diversi. Il goal cioè può essere stato segnato da cross, da corner o calcio d’angolo, da passaggio o passaggio filtrante, da lancio, sponda, eccetera».

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Differenze tra A e B

Complessivamente Stefano ha «studiato» 1123 reti realizzate in serie A e 1020 di B. Il risultato della ricerca mostra delle differenze sostanziali tra le due categorie. «Nella massima serie la quasi totalità dei goal è realizzata con passaggi, passaggi filtranti, cross, lanci – illustra il giovane neo laureato – In serie B, invece, le reti sono conquistate quasi tutte con palle inattive, in particolare da calcio d’angolo. Questo denota in buona sostanza quanto sia più alta la preparazione tecnica dei giocatori della massima categoria rispetto a quelli della fascia inferiore. Potrebbe essere utile, a questo proposito, indagare se la differenza di realizzazione rilevata da palla inattiva in favore della serie B verrà riscontrata anche nei prossimi campionati, oppure se si è trattato semplicemente di un evento sporadico».

Ex calciatore

Stefano, che ha giocato a calcio per diversi anni, spiega a questo punto che il lavoro svolto sulla realizzazione dei goal può risultare utile principalmente alle squadre in B, che hanno così uno spunto per migliorarsi. «Ho voluto scrivere una tesi sui goal in maniera semplice, con l’intento di spiegare le azioni di gioco anche a coloro che non sanno nulla di calcio – precisa il giovane, che è diplomato in Ragioneria – Ovviamente il mio lavoro potrà essere “sfruttato” da quanti lo potranno considerare utile: allenatori, presidenti di squadre di calcio, giocatori, eccetera. Intanto sono soddisfatto dell’analisi svolta. Adesso il mio sogno è quello di lavorare nel mondo del calcio. Ovviamente le opportunità in questo contesto si presentano fuori dalla Valtellina, ma comunque vorrei rimanere in Italia e non trasferirmi all’estero».