A che età si può percorrere da soli e in piena autonomia il tragitto da scuola a casa? E’ proprio lo Stato, nel senso letterale del termine, a fornire la risposta: fino a 14 anni, stando a quanto recita il nostro codice penale, c’è la presunzione di assoluta incapacità. Quindi per tutte le scuole elementari, ma anche per le medie, gli studenti non possono allontanarsi dall’edificio scolastico se non affidati a un genitore o a un delegato.

Intervista al Ministro Lara Fedeli

A riprenderne il tema è stata la Ministra Fedeli che, intervistata da La7, “Lo stabilisce una legge a tutela dei minori che salvaguarda l’incolumità dei ragazzini sotto i 14 anni”. “I presidi devono seguire la legge, bisogna andare a prendere i figli a scuola” ha ribadito “Questa è la legge, e deve essere rispettata. I genitori devono esserne consapevoli”. “L’autonomia è importante ma si può sperimentare anche di pomeriggio”.

«A scuola andiamo da soli»

L’argomento aveva già fatto discutere in Valle. A Morbegno i dirigenti scolastici a inizio anno accademico avevano promosso il progetto «A scuola andiamo da soli» che prevedeva la possibilità per i bambini di uscire da scuola, senza accompagnatori e in sicurezza, ed è stato condiviso e proposto negli istituti comprensivi di Ardenno, Cosio Valtellino, Morbegno 1 e 2, Talamona e Traona. Coinvolti quindi circa 1.500 alunni della sottorete scolastica «Valtellina Ovest».

Gli studenti crescono come “Bamboccioni”

«Non ci sembra giusto applicare in modo ottuso la norma dell’obbligo di accompagnamento nè tanto meno ignorarla – ha spiegato il dirigente dell’Istituto Comprensivo 2 Damiani di Morbegno Marco Vaninetti, reggente anche a Traona, supportato anche dal dirigente dell’Istituto Comprensivo 1 Spini-Vanoni Fausta Svanella, dell’Ic di Cosio Valtellino Luciano Varenna e dell’Ic di Ardenno Elisa Gusmeroli -. La norma cozza con l’autonomia che il bimbo durante la crescita deve man mano acquisire. Si è quindi pensato a una vigilanza diffusa sul territorio. E’ fondamentale il contesto in cui si opera: se è un contesto informato e sensibilizzato, lo riteniamo sicuro. Bisogna cambiare disposizione d’animo verso i bambini che si muovono con un’autonomia commisurata all’età. Le nostre realtà sono molto diverse rispetto a quelle metropolitane: qui è normale che i bambini percorrano brevi tratti da soli, per questo credo abbia senso rendere più flessibili le norme avvicinandole alla comunità in cui vengono applicate”.

A Sondrio il bambino deve essere accompagnato

I tre Istituti Comprensivi di Sondrio – Paesi Orobici, Paesi Retici e Sondrio Centro – invece sono fermamente contrari all’uscita in autonomia degli alunni della scuola primaria. E sono quindi in netto disaccordo con il progetto «A scuola ci andiamo da soli» promosso dagli Istituti Comprensivi del Morbegnese e d’accordo con quanto detto dal Ministro dell’Istruzione.

Garanzia dell’incolumità degli studenti

Dall’inizio della scuola quindi l’uscita autonoma dalla scuola nei plessi che appartengono ai tre Ic di Sondrio senza il ritiro da parte di un adulto non è stata concessa in nessuna classe, ciò a completa garanzia dell’incolumità degli alunni.

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L’opinione dei presidi Sondriesi

“La legge italiana tutela in modo assoluto la salute dei suoi cittadini, a maggior ragione quando si tratta di bambini – spiega Maria Pia Mollura, dirigente scolastica dei «Paesi Orobici», concorde con le colleghe Raffaella Giana (Paesi Retici) e Ombretta Meago (Sondrio Centro) – La loro incolumità, infatti, è definita come “bene indisponibile” nel senso che nessuno ne può disporre legittimamente perché è un valore prezioso in sé che va salvaguardato ad ogni costo. Proprio grazie a questa indisponibilità nemmeno la potestà genitoriale (patria potestà) può decidere e disporre dell’incolumità dei minorenni, ma anzi, spetta ai genitori e a tutti coloro che se ne prendono cura, tutelarla vigilando ed eliminando gli ostacoli che possono metterla a rischio. Nel caso specifico della scuola, l’obbligo del dirigente scolastico, derivante dall’applicazione dell’art. 25 del D.Lgs. 165/2001, è quello di rimuovere gli impedimenti che possono pregiudicare l’incolumità degli alunni organizzandone l’uscita in condizioni di sicurezza. In applicazione di questo principio diverse sentenze della Corte di Cassazione stabiliscono i termini e le condizioni della sorveglianza sugli alunni, fissando, quale principio costante e generale, che i minori, durante tutto l’arco di tempo della loro presenza a scuola, uscita e entrata compresa, devono passare dalla sorveglianza di un adulto a quella di un altro adulto, familiare o delegato dalla famiglia medesima, ciò proprio al fine di tutelare il “bene indisponibile” dell’incolumità della persona”.

Studenti distratti

Mollura sottolinea altresì che si tratta di bambini ancora piccoli. “E’ già facile che gli alunni si distraggano in presenza di un genitore, figuriamoci se soli – commenta la dirigente scolastica – E’ pur vero che Sondrio è tutto sommato una città tranquilla, ma vogliamo comunque evitare qualsiasi rischio. L’incolumità degli alunni è la nostra priorità. Per quanto riguarda l’autonomia, traguardo irrinunciabile per gli alunni, siamo pienamente favorevoli, ma siamo altrettanto convinti che l’uscita da scuola in autonomia comporti troppi rischi. La responsabilità, lo sottolineo, è nostra. Quindi è evidente che – conclude Mollura – i bambini della scuola primaria non possono uscire, in alcun modo, da soli dalla scuola e, qualora glielo concedessimo, incorreremmo tutti in comportamenti contra legem”.