Venerdì 17: ma porta davvero sfortuna? Oggi cade il terzo venerdì 17 dell’anno dopo quello di febbraio e marzo, ma gli italiani credono davvero alle superstizioni?

Venerdì 17, spazio alle superstizioni

Ai superstiziosi il numero 17 non piace neanche singolarmente, figuriamoci quando cade di venerdì come in questa settimana. Venerdì 17 è considerata una data particolarmente sfortunata ma per quale motivo?
Questa credenza è diffusa soprattutto nel nostro paese, nel resto del mondo i numeri sfortunati sono altri (nei paesi anglosassoni il giorno sfortunato è venerdì 13 mentre il Spagna, Grecia e Sudamerica martedì 13).

Miti e leggende antiche

Nell’antica Grecia il numero 17 era considerato imperfetto e intruso tra numeri di grande importanza come il 16 e il 18 (rappresentazione di due quadrilateri perfetti). I romani usavano scrivere sulle tombe VIXI (vissi, ho vissuto) anagramma di XVII (17). L’Antico Testamento farebbe coincidere l’inizio del diluvio universale con il 17 del secondo mese e la morte di Gesù con un venerdì 17. Insomma, questo 17 porterebbe una grande sfortuna.

Ma​ ​ci​ ​crediamo​ ​davvero?

Secondo uno studio organizzato da Kayak, motore di ricerca di viaggi, sembrerebbe proprio di sì. Per quanti molti affermino di non essere suggestionati da queste credenze, le scelte compiute nella vita quotidiana smentiscono queste affermazioni. Un esempio recente: venerdì 17 febbraio di quest’anno molti viaggiatori hanno scelto di non partire facendo registrare il 21% di partenze in meno rispetto agli altri venerdì dello stesso mese. Che sia vero o meno, molti di noi preferiscono non tentare la sorte perché come diceva Eduardo De Filippo “essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”.

Le superstizioni e la socializzazione

Nonostante siano pensieri del tutto irrazionali, queste credenze hanno una forte presa sulle persone. Milioni di persone in tutto il mondo continuano a credere che vedere un gatto nero sia di cattivo auspicio, che rompere uno specchio o versare il sale porti sfortuna e così via. Questo perché le superstizioni ci vengono insegnate
fin da bambini e sono fondamentali nel processo di socializzazione. La superstizione diventa un rassicurante meccanismo di controllo per convincerci che tutto andrà bene.

Leggi anche:  Livigno, il Corocastel a Insieme per Cantare

E se possiamo aiutarci…

Ed ecco che, allora, se passiamo per Firenze cerchiamo volentieri la fontana del Porcellino per toccarne il grugno o se capitiamo al Vaticano una toccatina al piede di San Pietro la si dà che non si sa mai. A Torino, sotto i portici di Piazza San Carlo, c’è il simbolo della città sabauda: si dice che fare tre giri su un piede sugli attributi del toro porti fortuna. Nessuno ci crede, ovviamente, ma il torello è più che consumato.

Tre consigli per combattere la sfortuna

Possibile che non si possa fare nulla per combattere il destino avverso? Lo abbiamo chiesto agli esperti in benessere iscritti su StarOfService. Ecco i loro consigli per combattere la sfortuna una volta per tutte.
1.Controlla​ ​i​ ​tuoi​ ​pensieri Non lasciarti spingere alla deriva dalla negatività e dall’ansia. Esercita la consapevolezza: ogni giorno il nostro cervello riceve milioni di input sensoriali che dovrà necessariamente filtrare e selezionare.
2.Assumiti​ ​le​ ​tue​ ​responsabilità Sei tu l’unico artefice delle tue azioni. La vita è difficile e a volte ingiusta ma trovare un colpevole esterno non la renderà più semplice.
3.Costanza​ ​e​ ​perseveranza Se pensi davvero che la fortuna e il successo un bel giorno si presenteranno alla tua porta per renderti finalmente felice, sei fuori strada. Tu sei l’unico artefice della tua fortuna e solo con la costanza e l’impegno potrai realizzare i tuoi sogni.
Fortuna e sfortuna sono due facce della stessa medaglia: la nostra.