E’ stato individuato dai carabinieri l’uomo è accusato di aver posizionato chiodi sulla strada della Valfontana per bucare gli pneumatici. E’ un pensionato.

Chiodi sulla strada: le segnalazioni

Già nel 2016 i militari della Stazione Carabinieri di Ponte in Valtellina avevano ricevuto delle segnalazioni circa la presenza sulla strada di chiodi appositamente sistemati per il danneggiamento degli pneumatici della autovetture che transitavano. La strada è quella che conduce nelle località montane della Valfontana e San Bernardo. I denuncianti, a dimostrazione della versione data alle Forze dell’Orine, mostravano i chiodi recuperati. Effettivamente le auto non avrebbero avuto scampo al congegno ideato: i chiodi si presentavano piegati a 90 gradi in maniera che la punta, rivolta verso l’alto, potesse bucare gli pneumatici che vi passavano sopra. Inoltre, per essere ancora più efficaci, venivano legati tra loro in maniera da formare un fiore acuminato.

La protesta sui social e le indagini

Poche le denunce formalizzate dai cittadini danneggiati ai carabinieri. Molte invece quelle postate sui social network, in particolare su facebook. L’attività informativa avviata sin dalle prime segnalazioni faceva recentemente concentrare i sospetti su un pensionato 60enne di Ponte.  E ieri, nel corso di un servizio perlustrativo, i Carabinieri di Ponte in Valtellina hanno individuato l’uomo. Era a bordo della propria autovettura parcheggiata ai lati della strada interessata dagli episodi. La perquisizione permetteva il ritrovamento di 3 manufatti identici a quelli già segnalati. Il pensionato aveva inoltre del nastro isolante usato per il loro confezionamento.

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La denuncia a piede libero

L’uomo è stato così denunciato per getto pericoloso di cose aggravato e danneggiamento aggravato. Durante la perquisizione i militari hanno rinvenuto inoltre un richiamo elettronico
per uccelli, dispositivo vietato per la caccia. Per tali ragioni si rendeva necessario un controllo domiciliare che permetteva il rinvenimento di armi e cartucce non dichiarate alle Forze dell’Ordine. A quel punto il pensionato è stato anche denunciato per detenzione abusiva di armi e munizioni.

La giustificazione dell’indagato

I carabinieri hanno interrogato l’uomo sui motivi che l’avevano indotto a compiere tali gesti. Questi ha negato di essere la persona da anni cercata sostenendo invece di essere un difensore dei danneggiati. Il suo agire era rivolto ad individuare l’artefice di queste semine chiodate e riservargli lo stesso trattamento. L’uomo pensava così di dare un’adeguata motivazione della presenza dei chiodi composti nella sua autovettura. I carabinieri di Ponte avanzano però un’altra ipotesi circa il comportamento del soggetto. I primi episodi, infatti, sono corrispondenti all’inizio dei lavori di adeguamento delle tubature provenienti dalla Valfontana e la realizzazione di una centrale elettrica in località San Rocco. I militari ipotizzano che l’aumento del transito veicolare causato da questi lavori disturbasse l’uomo appassionato di quella particolare zona boschiva. L’ideazione di ostacoli quindi serviva per dissuadere i passanti e limitare così rumori a lui molesti.