Una pista bypass temporanea i cui lavori cominceranno all’inizio del mese di giugno. Obiettivo, superare l’emergenza frana del Gallivaggio e permettere di uscire dal parziale isolamento nel quale si trovano da oltre un mese gli abitanti dei comuni di Campodolcino, Madesimo e San Giacomo Filippo. E’ quanto hanno deciso oggi, dopo un sopralluogo sul sito della frana e una verifica del tracciato previsto, gli assessori regionali al Territorio e Protezione Civile e alla Montagna, con i sindaci della Valchiavenna e il presidente della Provincia di Sondrio.

La richiesta dello stato di emergenza

Dopo la richiesta del presidente della Regione Lombardia della dichiarazione dello stato di emergenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Dipartimento di Protezione Civile, è atteso, per la prossima settimana, il provvedimento attraverso il quale si ridurrebbero i tempi burocratici di avvio dei lavori. Contestualmente, dovrebbe essere pronto anche il progetto esecutivo per la pista bypass temporanea.

Sertori: “Vogliamo fare presto”

“Oggi abbiamo voluto testimoniare personalmente – ha dichiarato l’assessore alla Montagna Massimo Sertori – l’impegno di Regione Lombardia a risolvere il più rapidamente possibile questa situazione. In tanti stiamo lavorando per riaprire la SS 36 e salvaguardare le esigenze dei cittadini e delle attività turistiche. Per mettere in sicurezza il versante serve più tempo e ci sono variabili tecniche complesse, la soluzione bypass ci permette, invece, di tamponare i disagi ed è il modo più rapido  possibile per superare le difficoltà attuali. Ben comprendiamo
le necessità di sindaci e comunità e per questo cercheremo di velocizzare il più possibile l’intervento”.

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I sindaci: “Chiediamo tempistiche certe”

I sindaci hanno chiesto tempistiche certe per la pista sostituiva e un cronoprogramma per la sistemazione definitiva
del versante che dovrebbe essere realizzata attraverso l’esplosione di alcune micro cariche.

L’assessore al Territorio

“Siamo di fronte ad un evento di crollo molto importante nella sua entità – ha detto l’assessore al Territorio e Protezione Civile – e molto delicato sia a causa delle strutture religiose e civili sottostanti, sia per l’immediata prossimità con una strada statale di collegamento internazionale. Il sopralluogo di oggi ci ha permesso di capire ancora meglio, sul campo, le difficoltà estreme dei lavori in corso e anche l’entità degli interventi che potrebbero alleviare i gravi disagi delle popolazioni e delle attività produttive. L’emergenza è ora salvaguardare la stagione turistica che sta per iniziare, per questo è importante che i lavori comincino entro la prima decade del mese di giugno e che, secondo quanto ci hanno riferito oggi i tecnici, dovrebbero essere conclusi entro quaranta giorni.