Apre oggi, sabato 5 maggio 2018, in occasione di “Sondrio è…primavera” la mostra fotografica “Guarda con me” allestita con gli scatti realizzati dai giovani disabili di “SpaH – Benessere in Comunità”. Un percorso schietto, in bianco e nero, frutto dell’intenso corso di fotografia tenuto nei mesi scorsi dal fotografo professionista Andrea Gherardi, in cui i ragazzi del Centro di Albosaggia raccontano e si raccontano. Allestita presso Palazzo Martinengo di Sondrio, “Guarda con me”, aperta fino a domenica 13 maggio, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19, è frutto anche della gentile collaborazione con Digitalpix per la stampa.

Guarda con me

«È un vero piacere, oltre che un onore, poter presentare al territorio la mostra “Guarda con me”. Questa per noi è un’occasione importante per almeno due motivi: da una parte abbiamo dato l’opportunità ai nostri ragazzi di cimentarsi con la fotografia, disciplina sempre più alla portata di mano, capace di raccontare le persone e le loro vite; dall’altra pensiamo di porre un tassello importante all’interno della nostra società in termini di inclusione e superamento delle diversità» ha commentato Marco Alberti, coordinatore di SpaH.

Oltre il muro della disabilità

«La fotografia è un linguaggio universale che va oltre nomi e definizioni. Uno strumento che, grazie al perfezionamento della meccanica, ha raggiunto sempre più persone, anche chi viene classificato diversamente abile. In questo caso la tecnologia è capace di cancellare i confini, una macchina fotografica può avvicinare le persone attraverso il suo utilizzo. L’obbiettivo diventa occhio che svela, a chi guarda la foto, lo sguardo del fotografo, la sua visione della realtà. Partendo da questa considerazione ho deciso di intraprendere un percorso che permettesse ai ragazzi di SpaH di esprimersi attraverso l’ottava arte, aprendo così una porta sul loro mondo. Le lezioni sono state strutturate principalmente con l’intento di migliorare la tecnica e la conoscenza dello strumento nelle loro mani, quindi macchine compatte e telefoni cellulari. Anche se grande interesse ha suscitato la visione delle immagini dei maestri della fotografia, come Steve Mc Curry e Henry Cartier Bresson, quello che più li ha interessati è stato lo shooting con luci da studio. I ritratti in mostra sono stati realizzati dai ragazzi, i quali si sono fotografati vicendevolmente. Ciascuno, attraverso la macchina fotografica, ha interpretato il soggetto che aveva di fronte, senza preconcetti, oltre la definizione di disabile, dando voce al silenzio interiore che solo la fotografia e la pittura sono capaci di esprimere. Spesso è difficile guardare negli occhi chi abbiamo di fronte, chiunque esso sia, “Guarda con me” intende dare un’opportunità: quella di osservare senza imbarazzo ciò che spesso viene ritenuto diverso» ha spiegato il fotografo Andrea Gherardi.

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Coinvolgere e stimolare

«Sono molto felice di questo risultato, nato da una bella intuizione degli operatori e che mai mi sarei aspettato potesse diventare una mostra così prestigiosa. Un ringraziamento speciale da parte di tutta Fondazione Albosaggia va ad Andrea Gherardi, sapiente e paziente maestro di fotografia, perché in questi mesi ha saputo trasmettere tutta la sua passione per questa Arte, coinvolgendo i ragazzi e stimolandoli a trovare lo scatto giusto. Bravi anche i giovani di SpaH perché il risultato che possiamo oggi esporre presso Palazzo Martinengo è davvero di valore. Sono certo che chi visiterà “Guarda con me” non ne resterà deluso» ha concluso Gelsi Bagini, presidente della fondazione comunale.