Erano in oltre duecento ad applaudirla, a ringraziarla, a renderle omaggio. La valle dei Ratti è stata protagonista indiscussa del lancio del nuovo libro dell’alpinista, scrittore e fotografo Oreste Forno, che si è tenuto venerdì 1 dicembre a Verceia. La pur ampia sala del Centro Polifunzionale è riuscita a malapena ad ospitare il numerosissimo pubblico giunto da ogni parte della provincia di Sondrio, dimostrando che il richiamo della montagna è fortissimo non solo fra chi vi abita ai piedi o riconosce in essa le sue radici, ma anche fra gli amanti dell’escursionismo in cerca di luoghi autentici e con una solida identità culturale. Così è, infatti, la valle dei Ratti, sospesa fra i laghi di Mezzola e di Como e i giganti di granito delle Alpi Retiche, all’imbocco della Valchiavenna.

Il libro

La presentazione del libro, pubblicato da Beno Editore in versione bilingue italiano ed inglese con lo scopo di promuovere la conoscenza e la frequentazione della valle dei Ratti e del Tracciolino presso un pubblico internazionale, più che un evento editoriale è stata, infatti, un’occasione di scoperta o di riscoperta di un territorio e di confronto sul significato della montagna in rapporto alle comunità locali.

La serata di presentazione

A far dialogare l’autore del libro con il pubblico e con i rappresentanti delle istituzioni è stato un coinvolgente Paolo Lorenzini, che ha da subito spostato l’attenzione dall’ambiente di montagna in sé alle emozioni che genera e al significato che riveste per ciascuno di noi. Così anche i sindaci dei due comuni a cui appartiene il territorio della valle dei Ratti, Verceia e Novate Mezzola, hanno abbandonato per un attimo il loro ruolo istituzionale per raccontare il loro rapporto con essa. Le parole di Flavio Oregioni e Mariuccia Copes hanno gettato luce su un’evidenza spesso trascurata, cioè che la montagna non è solo roccia, boschi, prati e acque, ma è soprattutto costituita dalle persone, dal loro stile di vita, dalle loro scelte e dal tessuto di relazioni sociali che alle alte quote riescono ancora a sopravvivere all’individualismo che sempre più connota i paesi del fondovalle. Una straordinaria risorsa per promuovere un turismo lento e di qualità, secondo il Presidente della Provincia di Sondrio Luca Della Bitta, che ha messo in evidenza come anche – su più ampia scala territoriale – l’acqua, il turismo e la montagna siano le risorse su cui la nostra provincia debba puntare per uno sviluppo armonico.

Un ponte tra le valli

E se il Tracciolino è un “ponte” fra due valli, la montagna è più in generale un ponte fra le persone che nel quotidiano abitano su diverse sponde di un torrente – come nel caso di Verceia ironicamente ricordato dallo stesso Della Bitta, originario del paese. È anche il luogo in cui l’uomo e la natura possono ritrovare la simbiosi, come testimoniato dal docu-film “Valle dei Ratti e Tracciolino” (50 min.), realizzato da Oreste Forno con immagini inedite e mozzafiato per restituire le suggestioni dell’esplorazione sistematica di un ambiente naturale variegato nella flora e nella fauna, ricco di inusuali mete alpinistiche e denso di tradizioni.

 

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