Il Consiglio di amministrazione di Creval ha approvato ieri, martedì, i risultati dei primi tre mesi del 2018.

Creval: inizio anno caratterizzato dal nuovo piano industriale

I primi mesi del 2018 per Creval sono stati caratterizzati principalmente dalle operazioni legate al piano industriale varato nell’autunno scorso. E’ stato concluso con successo l’aumento di capitale da 700 milioni e la banca ha proseguito nell’operazione di cessione dei crediti non performanti. Su questo fronte il  6 aprile 2018 è stato formalizzato un accordo per la cessione di un portafoglio crediti costituito da esposizioni creditizie principalmente verso imprese del settore immobiliare, per la maggior parte classificati a inadempienza probabile per un valore lordo di libro (GBV) di oltre 245 milioni di euro, ad un prezzo superiore al 43% del GBV. E proprio martedì, il giorno del CdA, è stato raggiunto un ulteriore accordo per la cessione al Credito Fondiario di un portafoglio crediti non performing secured per un GBV di 222 milioni di euro, ad un prezzo prossimo al 41% del GBV. Con queste operazioni si realizza pressoché completamente l’obiettivo di cessione di non performing loan previsto nell’ambito del cosiddetto “Project Gimli” per il 2018. E sempre sul fronte delle azioni previste dal piano industriale, il 16 aprile è stata raggiunta un’intesa con il sindacato per l’esodo anticipato di 170 dipendenti. Infine, è stato definito il piano di ottimizzazione della rete operativa, che prevede la chiusura di ulteriori 50 filiali, con decorrenza 27 maggio, e la trasformazione di 4 sportelli in filiali della linea “Bancaperta”.

I numeri del bilancio Creval al 31 marzo

Per quanto concerne invece i risultati al 31 marzo, i crediti verso la clientela si attestano a 17,7 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi di euro rappresentati da titoli governativi. Al netto di tale componente l’aggregato è in diminuzione rispetto a 16,7 miliardi al 31 dicembre 2017. Le nuove erogazioni totalizzano 557 milioni di euro, con un sensibile miglioramento della qualità del portafoglio. La raccolta diretta registra una consistenza di 19,8 miliardi di euro in crescita di 0,8% rispetto a fine dicembre 2017. Prosegue la dinamica negativa della raccolta obbligazionaria e una
ulteriore riduzione delle forme tecniche più onerose. La raccolta indiretta assomma a 10,8 miliardi di euro rispetto a 11,3 miliardi fine dicembre 2017. La componente di raccolta gestita evidenzia una flessione del 4%. Il risultato netto della gestione operativa si attesta a 13,5 milioni di euro, che si rapportano a 54 milioni di euro del primo trimestre 2017. Tenuto conto di accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri per 5 milioni di euro, il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte è negativo per 46 milioni di euro. Senza considerare gli oneri relativi al Fondo di solidarietà e altre componenti straordinarie, il risultato dell’operatività corrente si attesta a 15,7 milioni di euro, in netta crescita rispetto al primo trimestre 2017 (3,4 milioni). Le imposte sul reddito del periodo sono positive per 17 milioni di euro. Dedotti gli utili di pertinenza di terzi, il risultato netto del periodo è negativo per 30 milioni di euro.