Il presidente della Provincia Luca Della Bitta crede alla possibilità di avere in Valtellina le Olimpiadi 2026.

Olimpiadi 2026: l’ipotesi ci stuzzica

“Ai prossimi Giochi Olimpici la Valtellina avrà l’onore di avere Arianna Fontana come portabandiera. E ci stuzzica il tema delle Olimpiadi invernali del 2026. Sarà un traguardo difficile da raggiungere. Ma come ha detto qualcuno le cose sono impossibili solo fino a quando non si riescono a fare. Noi siamo pronti. E se ci sarà quella possibilità c’è la giocheremo. Abbiamo la possibilità di mettere a disposizione l’esperienza e gli impianti. Ma anche quella di poter realizzare un’olimpiade sostenibile”. Lo ha detto questa mattina il presidente della Provincia Luca Della Bitta durante la presentazione dell’iniziativa di promozione dello sport nelle scuole d’infanzia.

Il progetto “Rosso Giallo Blu”

Portare la pratica sportiva nelle scuole d’infanzia di tutta la provincia per far crescere nei bambini i valori del benessere che si conquista attraverso il movimento affiancato da una sana alimentazione. E’ questa l’iniziativa “Rosso Giallo Blu” che vede insieme Coni, Provincia e Ats della Montagna. Vi hanno già aderito 55 sezioni di 39 scuole dell’infanza, con il coinvolgimento di oltre 1600 bambini.

Questa mattina la presentazione

Il progetto è stato presentato ufficialmente questa mattina a Palazzo Muzio alla presenza di tutte le realtà coinvolte. “Insieme cerchiamo di lavorare sulla scarsa motricità e la cattiva alimentazione degli alunni. Iniziamo in tenera età perché anche tra i più piccoli ci sono bambini che hanno già questi problemi – ha detto il consigliere provinciale Franco Angelini – Il protocollo d’intesa che abbiamo sottoscritto dura tre anni e speriamo che aiuti a risolvere il problema. Quello che presentiamo oggi vuole essere l’inizio di un lungo cammino”.

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Coinvolte le scuole di tutta la Provincia

A spiegare nel dettaglio il progetto è stato invece Pierandrea Speziale, del Coni, che su incarico del presidente provinciale Ettore Castoldi lo ha elaborato. “E’ un percorso di rete che coinvolge appunto il Coni, gli insegnati e i genitori – ha detto – Tutti devono essere attori principali con i bambini. L’obiettivo che ci poniamo è sia fisico che culturale. E per questo si lavora sul gruppo e non sul singolo. Gli operatori del Coni lavoreranno con gli insegnanti a scuola per un determinato numero di ore e sono previsti anche dei momenti di sintesi del lavoro svolto”.