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Referendum, appello al voto dei sindaci del Sondriese

L'intervento in vista dell'appuntamento di domenica 22 ottobre

Appello al voto dei sindaci del Sondriese. Invitano i cittadini ad andare a votare domenica in occasione del referendum sull’autonomia lombarda.

Appello al voto dei sindaci: per noi è un’opportunità

I sindaci dei Comuni di Albosaggia, Berbenno, Cedrasco, Caiolo, Castello dell’Acqua, Castione Andevenno, Chiesa, Chiuro, Colorina, Faedo, Fusine, Montagna, Piateda, Poggiridenti, Ponte, Postalesio, Spriana e Tresivio hanno sottoscritto un appello congiunto al voto. Secondo i primi cittadini di molti Comuni del mandamento di Sondrio è un’opportunità per la nostra Valle.

Più competenze alla Regione

Ecco il testo del loro appello: “Domenica 22 ottobre 2017 i lombardi saranno chiamati alle urne per scegliere se dire Sì o No alla richiesta di autonomia della Lombardia. Agli elettori verrà chiesto se condividono che la Lombardia “intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse”, pur restando nel quadro dell’unità nazionale, mediante lo strumento principe della democrazia: il referendum. Lo scopo è di rendere la Lombardia più simile alle regioni a Statuto speciale, una prerogativa prevista all’art. 116 della Costituzione: una consultazione nel più corretto percorso istituzionale. Nulla a che vedere con quando sta accadendo in Spagna con la Catalogna. Proprio in base alla Costituzione, la Lombardia potrebbe gestire direttamente l’istruzione scolastica e universitaria, la tutela dei beni culturali, la ricerca
scientifica e innovazione, le infrastrutture, la protezione civile e molto altro ancora.

Più risorse per lo sviluppo

L’appello guarda anche alle risorse economiche: “Oltre alle competenze l’obiettivo è di trattenere sul territorio gran parte del residuo fiscale (differenza tra le tasse pagate dai cittadini lombardi allo Stato e quanto ritorna sul territorio) che i lombardi trasferiscono alla capitale e che equivale a 54-56 miliardi di euro all’anno ed innescare così un processo di vero federalismo, efficiente e responsabile, necessario e irrinunciabile per lo sviluppo del Paese. Nella nostra nazione gli investimenti pubblici, fondamentali per la creazione di ricchezza, sono crollati dal 2009 al 2017 del 35%. Se non migliorano la qualità e la quantità delle infrastrutture materiali, immateriali e dei servizi pubblici, questo Paese è destinato al declino. Senza investimenti non si creano posti di lavoro stabili e duraturi in grado di migliorare la produttività del sistema e, conseguentemente, di far crescere il livello delle retribuzioni medie. Chiedere che almeno una parte dell’ingente somma che la Lombardia versa allo Stato significa proprio garantire servizi, infrastrutture e politiche territoriali migliori e più efficaci, a beneficio di tutti per una crescita collettiva”.

La Valtellina e l’aspirazione all’autonomia

I sindaco concludono: “Noi valtellinesi conosciamo bene il valore dell’autonomia, obiettivo che da anni stiamo perseguendo, così come conosciamo il valore delle poche risorse che restano sul territorio, tenendo conto che è pari a circa un miliardo di euro la somma che i cittadini della Provincia di Sondrio versano allo Stato. E chi meglio dei sindaci dei nostri Comuni può intravedere gli importanti benefici che scaturirebbero da una rivoluzione di questa portata? Comuni che negli ultimi anni sono stati vittime di tagli oltre il buon senso e che vedono ogni volta messi a repentaglio i servizi utili alle proprie comunità e le infrastrutture per garantire una dignitosa permanenza delle popolazioni. Se supportata dal maggior numero di lombardi possibile la richiesta di autonomia acquisterà più forza ed un grande peso; la politica non potrà più ignorare il desiderio di milioni di cittadini ed il tema dell’autonomia regionale diventerà attuale. Proprio dai Sindaci nasce l’appello al voto rivolto ai propri concittadini per approfittare di questa occasione che può rappresentare una svolta epocale per la regione, per i nostri territori di montagna, e permettere finalmente di guardare con fiducia al futuro”.

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