Mariuccia Copes e Guido Patelli si sono presentati ufficialmente come candidati al consiglio regionale  schierati con il candidato alla presidenza Giorgio Gori.

Perchè con Gori

Copes e Patelli, rispettivamento sindaci di Novate e di Grosotto, hanno presentato la campagna elettorale presso l’hotel Posta di Sondrio insieme ad altri rappresentanti di InComune, associazione della quale fanno parte. “La scelta di correre con Gori è scaturita soprattutto per l’attenzione alla montagna che emerge dal programma da lui presentato – ha spiegato il presidente di InComune Massimo Chistolini nella sua introduzione ai due candidati.

Sanità in crisi

Sanità, trasporti, concessioni elettriche e formazione sono i 4 punti principali che l’associazione metterà al centro della propria campagna. “La nostra sanità è in crisi, oltre a promesse e proclami l’attuale amministrazione regionale non ha fatto niente. Altri 5 anni con loro porterebbero alla rovina del nostro sistema sanitario, bisogna smettere di parlare e passare a fatti concreti, fatti che ancora non abbiamo visto” ha commentato Patelli insieme a Copes.

Non servono grandi trafori ma migliorie

“La nostra provincia, come il resto della regione, non ha bisogno di studi di grandi trafori- hanno continuato – occorre bensì ragionare su come migliorare i servizi e risolvere le difficoltà che quotidianamente pendolari e studenti affrontano nei loro trasporti. Ad esempio per quanto riguarda Tirano è tempo di realizzare qualcosa oltre che continuare a promettere oppure continueremo ad essere una provincia isolata di fatto considerando anche gli ultimi problemi sorti nei trasporti recentemente”.

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Idroelettrico e formazione

Altro tema fondamentale è quello dell’idroelettrico con le concessioni scadute e i canoni aggiuntivi “fissati a cifre di gran lunga inferiori a quello che era stato chiesto dai Comuni e BIM e per questo assolutamente da rivedere” hanno aggiunto ricordando anche la necessità per il nostro territorio di cominciare ad investire maggiormente sull’importante risorsa rappresentata dal turismo. “Un settore che deve essere rafforzato anche attraverso una giusta formazione dei giovani che possano trovare nelle scule professionali le competenze e le possibilità sufficienti a permettergli di rimanere e crescere professionalmente in Valtellina e Valchiavenna senza dover andare lontano” hanno concluso.