Come nel 2013.

Maroni sceglie l’election day

“L’election day è una cosa logica, di buon senso. Non ci sono obiezioni, nemmeno dal ministro dell’Interno e in più si ridurrebbero i costi. Non capisco le motivazioni di chi è contrario a questa soluzione”. Lo ha ribadito il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa dopo Giunta, circa l’ipotesi di abbinare le elezioni regionali a quelle politiche.

2013

“Lo abbiamo già fatto nel 2013, inoltre farle separatamente, oltre a spendere inutilmente soldi pubblici, vuol dire chiamare i lombardi alle urne più volte il prossimo anno. Poi non lamentiamoci se la gente non va a votare…”. Il governatore ha poi osservato che in base alla scadenza ‘naturale’ della legislatura regionale, “le elezioni dovranno tenersi fra gennaio e aprile. Per andare oltre questo termine – ha spiegato – servirebbe una legge e non credo che il Parlamento voglia farla”. Infine, ha ricordato, “la scelta della data non spetta a me, ma al prefetto di Milano”.

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Ricandidatura

“Io faccio il governatore, quando verranno depositate le liste scoprirete chi è il candidato”. Così Maroni, ha ironicamente risposto ai cronisti che gli chiedevano se sia in programma la presentazione ufficiale della sua ricandidatura alla guida della Regione. “Ho letto – ha scherzato – che i candidati saranno Maroni, Gori e Violi. Quindi, bene così. Avete obiezioni? Io no”.