Ascoltare chi conosce il territorio per governarlo meglio: questo lo scopo del tour in Valtellina di oggi di Attilio Fontana. Il candidato alla presidenza della regione è stato a Bormio e poi a Sondrio. Con lui il candidato consigliere Massimo Sertori e altri esponenti della Lega e del centrodestra.

Le parole di Attilio Fontana a Sondrio

Durante l’intervento a Sondrio, Fontana ha spiegato il senso della sua candidatura e ha ribadito alcuni concetti chiave del programma. “Credo che questa campagna elettorale serva per lanciare messaggi. Il primo è che da parte mia ci sarà sempre la volontà di ascoltare. È quanto ho imparato da sindaco e lo insegna la storia. Bisogna condividere ogni provvedimento, non si può imporlo. Ed è il significato del mio giro di oggi. Con l’ascolto si scoprono cose, perché la gente è in grado, conoscendo meglio il territorio in cui vive, di dare suggerimenti”.

La legge sull’autonomia

Fontana ha poi ribadito l’importanza di dare valore ai territori all’interno di un progetto di autonomia. E così come aveva già fatto a Bormio, ha spiegato che la sua idea di Lombardia è quella di una Regione che programma e progetta, lasciando poi alle realtà locali la possibilità e il compito di amministrare. Ovviamente portando a compimento il doppio percorso iniziato nel corso degli ultimi cinque anni. Ovvero la legge regionale che dà alla provincia di Sondrio uno status particolare di autonomia che deve essere rafforzato da quella che la Regione sta trattando con Roma dopo il referendum di qualche mese fa.

Leggi anche:  Ecco la Nuova Giunta regionale targata Fontana | Regione Lombardia

Una provincia forte abrogando la legge Delrio

Prima di Fontana è intervenuto tra gli altri Sertori. E dopo aver definito “scellerata” la riforma Delrio, ha sottolineato la necessità di un suo superamento, per dare alla nostra provincia quella forza che merita. “Per risolvere i problemi della nostra valle la parola chiave è autonomia. Con il referendum, la Regione ha chiesto competenze e risorse, è in atto la trattativa con Roma. Stiamo parlando di un miliardo alla settimana di residuo fiscale in Lombardia, vale a dire la differenza tra quanto paghiamo e i servizi che riceviamo in cambio. È importante che Fontana come presidente lombardo e chi andrà al governo a Roma chiudano la trattativa nel modo che abbiamo in mente. Vincere la regione e il governo significa materializzare sogno referendum”.

Gli altri temi sul tappeto

È stato Ugo Parolo, sottosegretario regionale uscente e candidato alla Camera, a elencare i risultati raggiunti e le cose ancora da fare. La legge sull’autonomia della Valtellina, ma anche quella per il salvataggio degli impianti di risalita. Che devono essere ora declinate nel migliore dei modi. E ancora la viabilità e la partita sulle acque, che era stata sottolineata anche da Sertori. “Adesso basta, sono passati vent’anni dal decreto Bersani. In sei mesi lo Stato doveva fare il decreto attuativo per rinnovare le concessioni idroelettriche – ha affermato Parolo – Non è stato fatto, abbiamo concessioni scadute in Lombardia da dieci anni. E a Roma se ne fregano. Con i concessionari che hanno anche loro danni, perché non avendo certezze non fanno investimenti”.