La sera della Befana, è andata in scena la terza edizione della “race” invernale riservata alle fatbike . Teatro di gara la celeberrima e blasonata pista “Viola” dove è stato allestito un tracciato di circa 1200 metri molto nervoso, tecnico e muscolare e soprattutto reso piuttosto pesante dalla pioggia e dall’umidità, condizioni queste che hanno messo a dura prova tutti i partecipanti (circa una trentina). In cabina di regia, oltre allo Sci Club Alta Valtellina, al Valdidentro Bike, alla Pro Loco e alla Cooperativa di Valdidentro, anche la “Mapobike” di Aurelio Martinelli & Natalina Ponti. Più che discreta la partecipazione per una specialità “offroad” della mountain bike che in questi ultimi anni sta avendo veramente un successo importante, sia per quanto riguarda la pratica durante il periodo invernale che primaverile – estivo.

Cronaca della gara

Una trentina di concorrenti ai nastri di partenza che sono stati distribuiti su cinque gironi ognuno da sei bikers. A seguire, i primi passavano alle due semifinali con l’aggiunta di un paio di “lucky loser” (termine inglese che significa perdente fortunato), ovvero due concorrenti che nella qualifica avevano ottenuto tempi “più bassi”; insomma, alla fine sono state proposte due semifinali da sei et a seguire la finale a sei. In quest’ultima “batteria” i migliori, ovvero il vincitore “local” e tra l’altro già campione italiano biathlon “inseguimento” nel 2009 a Brusson, Christian Martinelli (Alta Valtellina Bike), il secondo Giancarlo Rinaldi (Team Paredi), il terzo Michele Dei Cas (Alta Valtellina Bike) e a seguire, nell’ordine, il quarto Lino Mosconi (Alta Valtellina Bike), il quinto Alessandro Pini (Grosio) ed il sesto Denis Pedranzini (Alta Valtellina Bike); da segnalare una meravigliosa “quota rosa” di Morbegno (Bikerap), Alice Piganzoli che ha lottato come una leonessa e alla pari con tutti i “maschietti” nonostante fosse l’unica donna.

Finale

Molto combattuta la finale che ha visto i primi quattro della classifica lanciare letteralmente uno lungo sprint sul rettilineo finale, ma la classe e l’esperienza dell’atleta della Valdidentro, Martinelli alla fine hanno prevalso su due ottimi Rinaldi e Dei Cas; da annotare che tra i partecipanti si sono distinti – per impegno e dedizione – due amministratori del comune di Valdidentro e cioè il presidente della stessa proloco, Thomas Anselmi e il consigliere Enrico Maccarini.

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Cos’è la fat bike

Si tratta di normali mountain bike dotate di maxi “coperture”; infatti, il termine “fat” in inglese significa “grasso – ciccione”, per l’appunto con riferimento proprio ai pneumatici; la “generosa” dimensione della copertura e soprattutto la bassa pressione di esercizio dei pneumatici rendono la stessa mountain bike particolarmente facile da controllare (ideale per i neofiti), garantendo così una notevole stabilità, anche sui terreni più accidentati … meglio se ricoperti da neve. Due note sull’evoluzione della “fatbike”: nonostante siano nate già nel 1989 (oramai una trentina di anni fa) – in Alaska – per opera di Simon Rakower, entrano solo nel 2014 tra le novità nel mondo degli “sport – action”. Le “fatbike”, perciò, sono un’evoluzione diretta delle normali mountain bike e sono indicate per tutti coloro che desiderano provare una nuova modalità di pedalata, in piena tranquillità e sicurezza, su tracciati che diversamente non sarebbero raggiungibili e soprattutto praticabili attraverso l’utilizzo di una normale mountain bike. Da ricordare che in questi ultimi anni ed anche in relazione all’esplosione del fenomeno “e – bike” le stesse sono state dotate di un “motore elettrico”, ovvero di un piccolo “aiuto” che durante la pedalata (assistita) garantisce un minor sforzo.