La Delegazione FAI di Sondrio, in collaborazione con CAI Sezione Valtellinese di Sondrio, Fondazione Bombardieri, SEV, Fondazione Fojanini e Sondrio Festival, promuove una mostra documentaria dal titolo “Il cambiamento climatico. Quali scenari per la Valtellina?” cui farà da corollario una serie di conferenze riconducibile al tema del global warming che sta interessando in modo preoccupante anche la nostra Valle.

A Sondrio

L’evento, il cui avvio è previsto per il 4 novembre 2017 , si terrà nella Sala Ligari di Palazzo Muzio di Sondrio, dove si svolgeranno anche gli incontri con esperti a cadenza settimanale, e avrà lo scopo di sensibilizzare le coscienze in merito alle cause e alle conseguenze che l’innalzamento così repentino delle temperature sta generando negli ecosistemi, venendo a sbilanciare l’equilibrio dei rapporti esistenti nel ciclo della vita a livello planetario, con ripercussioni anche in ambito locale.

Risultati degli studi

Gli attori del progetto intendono, primariamente, divulgare i risultati degli studi compiuti dalla scienza in questi ultimi anni rispetto al clima, sistema complesso e dinamico, nei confronti del quale l’impronta umana sembra avere grandi responsabilità e i cui segni sono ormai ben visibili e verificabili anche in Valtellina. Vige infatti la regola che qualsiasi modifica importante all’ambiente genera diverse variabili e impatta sulle situazioni locali anche se il fenomeno di degrado ambientale è avvenuto a migliaia di chilometri di distanza; non è stato considerato a sufficienza il fatto che qualunque azione sulla natura può avere conseguenze non avvertite a prima vista e che certe forme di sfruttamento delle risorse agiscono sugli ecosistemi in modo imprevedibile.

Equilibrio con l’uomo

Consapevoli che paesaggio, ambiente e territorio sono termini che devono dialogare tra loro attraverso un ritrovato equilibrio con l’uomo, si vuole focalizzare l’attenzione sul cambiamento climatico come agente cui sono imputabili gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, politiche che soprattutto le nuove generazioni dovranno affrontare perché testimoni ed eredi di una distruzione senza precedenti della biodiversità.

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Finalità del progetto

La finalità del progetto è quella di fare formazione, di animare riflessione e porre le basi per nuovi profili mentali, quindi cognitivi ed etici, coi quali operare il passaggio dallo star bene individuale a quello collettivo, nella consapevolezza che saper proteggere il bene comune è saper guardare al futuro.

Ma il futuro è già qui

Ma il futuro è già qui. Il fenomeno in corso sulle Alpi italiane può essere definito eccezionale per la sua intensità: stiamo assistendo all’estinzione dei ghiacciai di minori dimensioni e alla frammentazione di quelli maggiori. L’emersione di “finestre” rocciose sempre più ampie e l’incremento della copertura detritica superficiale stanno trasformando i ghiacciai da apparati ”bianchi” in apparati “ neri” ovvero costituiti per più del 50% di materiale roccioso.

Urgenza di un intervento

La mostra proposta a Palazzo Muzio coglie l’urgenza di un intervento e l’invito di un pontefice come papa Francesco per realizzare un’ ecologia integrale che sappia prendersi cura della “casa comune” e traghettare i giovani verso valori e principi capaci di recuperare il rapporto uomo-natura, attraverso un uso responsabile della scienza e della tecnologia finalizzate a un nuovo concetto di progresso.
La mostra, infatti, aperta per tutto il mese di novembre, ha un’impostazione didattico-scientifica accessibile a tutte le scuole del territorio e sarà illustrata da guide qualificate che si renderanno disponibili ad accogliere gli studenti. Per le prenotazioni è possibile contattare la delegata FAI eventi Ida Oppici ( cell. 335 6013898).