La notizia  degli aumenti tariffari sul  trasporto pubblico disposti da Regione Lombardia proprio non è stata ben digerita dagli esponenti del Movimento Cinque stelle

Aumenti tariffari sul  trasporto pubblico

“Con la DgR XI/335 emessa a metà luglio, la Giunta Fontana ha stabilito gli aumenti tariffari agli abbonamenti dei mezzi pubblici” si legge in una nota ufficiale dei pentastellati.  “Tali aumenti seppur leciti, in quanto dovuti all’adeguamento ISTAT previsto dal contratto, sono ingiusti perché il servizio ferroviario elargito da Trenord ha segnato enormi disagi e non accenna a migliorare, anzi”.

Scelta “offensiva”

“È semplicemente offensivo che la Giunta Fontana stabilisca aumenti tariffari al trasporto pubblico lombardo in un anno iniziato con la tragedia di Pioltello, proseguito con performances pessime e che vede il sistema ferroviario nell’inefficienza e nell’incertezza gestionale più totali” commenta Simone Verni. “Fontana smentisce se stesso: prima fa proclami pieni di insoddisfazione nei confronti di Trenord, poi opera per aumentare il prezzo degli abbonamenti. Purtroppo in questi primi mesi di governo lo abbiamo visto in diversi ambiti – si pensi ad esempio alla chiusura di Lombardia Mobilità, presentata prima delle elezioni come la panacea di tutti i problemi infrastrutturali lombardi e rivelatasi invece un buco nell’acqua”.

“Trenord dovrebbe rinunciare”

“Siamo tutti quanti consapevoli che l’adeguamento ISTAT sia previsto dal contratto, ma a fronte di un servizio assolutamente inadeguato ogni aumento viene visto come offensivo e ingiustificato: data la situazione, Trenord farebbe bella figura se rinunciasse a tali aumenti e come gesto simbolico lo considerasse come una sorta di indennità risarcitoria dei disagi subiti da quelli che dovrebbero essere considerati clienti” si legge ancora nella nota dei grillini lombardi.

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Richiesta di annullamento della delibera

E concludono. “Ci attiveremo per presentare la richiesta di annullamento della DgR alla prima occasione utile perché riteniamo vergognoso che a pagare siano sempre e solo gli utenti e cioè principalmente i pendolari: stiamo parlando di clienti e contribuenti che pagano per usufruire un servizio pessimo e che, grazie a questi aumenti, dovranno pagare anche di più a fronte di livelli d’inefficienza paragonabili a quelli di un Paese del terzo mondo. Quando si dice: cornuti e mazziati!”