Autonomia: troppe fake news, vantaggi per tutti | Il governatore risponde

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Autonomia: troppe fake news, vantaggi per tutti | Il governatore risponde
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Rubrica “Il governatore risponde”: per inviare le vostre domande al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana scrivete a ilgovernatorerisponde@netweek.it.

La domanda di questa settimana

Caro Presidente, io il 22 ottobre del 2017 ho votato convintamente per il sì al referendum, ma ora me ne sto pentendo. Leggendo i giornali e ascoltando le trasmissioni tv, pare che questa autonomia sia in realtà una secessione mascherata, un modo per spaccare in due il Paese, che andrà a incidere negativamente sulla sanità, sull’istruzione e sui nostri Comuni. Potrebbe per cortesia spiegarmi se le cose stanno realmente in questi termini? Grazie.
Mario – Voghera

Il governatore risponde

Caro Mario, purtroppo sull’Autonomia sono in circolazione troppe fake news. Ci vuole poco a confutare, con argomentazioni oggettive, le tesi di chi sostiene che si rischi una sorta di secessione delle regioni più povere da quelle più ricche. Al contrario, applicando alla lettera il dettato costituzionale, con l’Autonomia saranno utilizzate le stesse risorse oggi spese dallo Stato e non un euro in più sarà sottratto agli altri. Anzi garantiremo maggiore efficienza dei servizi a parità di risorse e il rapporto con i cittadini sarà semplificato.
Per quanto concerne il tema dell’istruzione è totalmente falso affermare che l’Autonomia rompe l’unità del sistema. È vero che oggi i docenti e il personale della scuola sono mal pagati, diverse classi restano per mesi senza insegnanti e il tipo di preparazione offerta ai nostri studenti spesso è lontana dalle esigenze del mondo del lavoro. Con l’Autonomia sarà possibile la stabilizzazione di cattedre e insegnanti, che godranno di una migliore retribuzione con positivi riflessi sulla qualità dei servizi, favorendo l’integrazione con il mondo del lavoro.
L’applicazione dell’Autonomia potrà portare vantaggi al sistema universitario, che già oggi opera in piena autonomia, con un miglior raccordo tra atenei, centri di ricerca nazionali e mondo professionale. Per quanto riguarda la sanità, da oltre 30 anni organizzata su base regionale, verranno rimossi i vincoli all’assunzione di medici e personale sanitario, mentre la responsabilità nella spesa comporterà minori costi, che consentiranno di azzerare i ticket. 
Il criterio della spesa storica sarà sostituito con quello dei costi standard, che obbligano ad una maggiore efficienza, con più risorse per gli investimenti dei Comuni. Si sta aprendo insomma una stagione Costituente in cui si rafforzeranno le autonomie di Comuni, Province e Città Metropolitana, per rispondere in modo più adeguato e puntuale alle domande di comunità locali. Altro che nuovo centralismo regionale!

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