Per anni al centro di polemiche.

Chiude l’hotel Stella di Bormio, il saluto dei volontari

Dal primo febbraio 2019, il CAS hotel Stella nella centralissima via Roma di Bormio ha chiuso la sua storia di accoglienza dei migranti, provenienti da 15 Paesi del mondo. “Oggi è stato doloroso salutare i ragazzi ma è stato anche salutare farlo. Per noi come per loro. La preparazione che porta verso l’autonomia per ogni vivente richiede degli strappi e l’adozione di una soluzione all’evento traumatico che la provoca.  Molti, ora, matureranno più in fretta, nonostante la giovanissima età e il loro essere soli al mondo, seguendo la strada di chi li ha preceduti”. Questo il commiato dei volontari dell’Associazione RUEIDO di Bormio.

Buoni risultati

L’accoglienza a Bormio è realmente avvenuta: “nonostante – sempre il testo – le problematiche innegabili, la diversa cultura, la presenza/assenza di parti dello Stato e dei reiterati comizi improvvisati, sui gradini dello stesso albergo, da parte di chi oggi è al Governo. Qui, però, parlano i numeri. E oggi, tra noi volontari (non tutti appartenenti a RUEIDO), abbiamo rifatto i conti. Dietro a ogni numero c’era stupore, entusiasmo e un pizzico di orgoglio. C’era gioia e incredulità. Sembrava impossibile, mesi fa, poter aiutare così tanti giovani a mantenere la propria dignità attraverso il lavoro e l’impegno in un piccolo paese alpino come Bormio. La loro autostima è cresciuta, il loro senso civico altrettanto”.

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I ragazzi

“Quaranta ragazzi degli ultimi 55/60 rimasti a Bormio negli ultimi 12-18 mesi hanno trovato un’occupazione lavorativa e un contratto di lavoro che gli ha consentito di emanciparsi tra le tante difficoltà che il sistema Italia mantiene e genera. Ma l’Italia è, per fortuna, anche il cuore della gente. Grazie, dunque, a tutti i bormini che non si sono spaventati, che non hanno chiuso la porta tenendo la TV accesa, a tutti coloro che, in questi quasi 4 anni, hanno chiesto informazioni prima di giudicare, suggerito e a volte criticato ma sempre con rispetto e umanità. Già, perchè dietro quel vecchio portone di ingresso dell’hotel Stella ci sono passati un centinaio di ragazzi dall’aprile 2015 a oggi. Molti di loro per poche settimane, altri destinati dopo lunghi mesi allo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Pochi sono stati allontanati per motivi disciplinari mentre altri hanno rinunciato velocemente alla protezione offerta dallo Stato alla ricerca di un lavoro a Roma, Milano, Mantova e all’estero”.