Nell’estate 2013, al terzo mandato da Sindaco di Valdidentro, Trabucchi Ezio obbligò tutti i suoi concittadini a falciare i prati, dopo anni di incuria. Obbiettivo del provvedimento era cercare di prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico e migliorare l’ambiente per qualificare, anche in questo modo, l’offerta turistica del comune dell’Alta Valle. Quasi tutti a Bormio accettarono e riposero positivamente alla rihiesta.

Come smaltirlo

Vi era però un problema che deve essere affrontato con una soluzione definitiva: lo smaltimento del fieno. I cittadini infatti erano in difficoltà: c’era chi lo utilizzava per il bestiame, ma si trattava di pochi cittadini e/o imprese agricole; c’era invece chi lo lasciava sul prato falciato e chi lo abbandonava sul territorio. C’era anche chi lo bruciava; però il rischio di qualche incendio “era dietro l’angolo”. Il Comune allora decise di istituire un servizio che offrva ai cittadini di conferire il fieno in un’area idonea, fuori dai centri abitati. Il fieno sarebbe stato bruciato a cura dalla Cooperativa Sociale di Valdidentro, in forza di una Convenzione con il Comune.

Risparimo

Era anche una questione di risparmio di soldi pubblici perché conferire il fieno in discarica costa dai 25.000 ai 30.000 euro all’anno e l’Amministrazione non vuole gravare di questo costo il bilancio comunale. Nell’estate del 2016 tutto era pronto: il fieno sarebbe stato bruciato due o tre volte alla settimana per non accumularlo eccessivamente.

Comandante della Forestale di Bormio contrario

Intervenne però il Comandante di allora della Forestale di Bormio, Fabio Cantoni, il quale ritenne che il fieno fosse un rifiuto e che non potesse essere bruciato. Prescrisse allora, attraverso un provvedimento del settembre 2016, che il fieno venisse conferito in discarica e il ripristino dei luoghi entro 30 giorni. L’ex Sindaco Trabucchi non ottemperò a questa prescrizione in quanto, a suo parere e a giudizio del Direttore del Consorzio Forestale, Antonio Rudini, il materiale risultante da sfalci non sarebbe un rifiuto e quindi può essere bruciato, ai sensi della normativa vigente.

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Braccio di ferro

Si aprì un “braccio di ferro” tra Trabucchi e Cantoni; quest’ultimo mandò tutto in Procura della Repubblica. Pochi mesi dopo, venne emesso un Decreto Penale di condanna all’ammenda di €. 7.500,00 a carico del Comune di Valdidentro. Era il maggio 2017, ad un mese dalla scadenza del mandato del Sindaco Trabucchi, il quale però non accettò la questione. Propose infatti alla sua Giunta di non piegarsi e di opporsi al Decreto Penale di Condanna anche se questo avrebbe comportato inevitabilmente un processo penale a carico dello stesso Trabucchi, chiamato a risponderne a titolo personale.

Processo

Il processo si è tenuto davanti il Tribunale di Sondrio il 25 maggio. Ezio Trabucchi, difeso dall’ avv. Tecla Andreola, sua collaboratrice di Studio, ha spiegato le ragioni dell’Amministrazione Comunale di Valdidentro, da lui guidata sino all’anno scorso. Il rappresentante della Pubblica Accusa si è convinto della fondatezza della difesa dell’imputato e ne ha chiesto l’assoluzione piena.

Sentenza

Il Giudice, Dott.sa Barbara Della Nave, sentenzia: l’ex Sindaco Ezio Trabucchi va assolto con ampia formula liberatoria perché il fatto non costituisce reato.
Si chiude così una vicenda che pare a molti un po’ assurda e surreale. All’uscita del Tribunale, l’ex Sindaco Trabucchi si è limitato a dichiarare: “abbiamo tenuto la schiena dritta e, ad un certo punto, vi è stata una sorta di accanimento nei confronti dell’Amministrazioni Comunale ed anche nei miei confronti. Del Comandante Cantoni non mi interessa parlare: che si goda la pensione!”.