“Dopo aver fatto man bassa di voti in Valchiavenna, la Lega che tanto aveva promesso e garantito in campagna elettorale a Chiavennaschi, amministratori e comitati, ora, in piena estate, fa trapelare la decisione praticamente già assunta di procedere alla chiusura del punto nascite dell’ospedale di Chiavenna. E’ una decisione sbagliata e grave” tuonano i rappresentanti di “Potere al Popolo”.

Provessiva chiusura dell’Ospedale di Chiavenna

Una decisione sbagliata perché: “le motivazioni addotte, ovvero il numero basso di prestazioni, sottendono un metodo nell’ approcciarsi al problema che non riconosce le specificità montane. Se si accetta supinamente questo metodo le nostre realtà finiranno con l’essere private pezzo dopo pezzo di tutti i servizi minimi che ogni comunità ha diritto di avere. Sarebbe veramente qualcosa di inaccettabile che, oggi, a fronte delle grandi opportunità offertaci dalle moderne tecnologie, trovarci con meno servizi che nei tempi passati” continuano nella nota.

Scelta grave e sbagliata

Potere al Popolo poi aggiunge: “La chiusura del punto nascita dell’ospedale pubblico di Chiavenna viene giustificata con la presenza sostitutiva di una struttura privata quale quella di Gravedona. Una decisione grave perché la chiusura del punto nascita predispone un percorso che reparto dopo reparto rischia di portare alla definitiva chiusura dell’ospedale di Chiavenna”.

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La montagna dei montanari

La via deve essere un’altra: “Crediamo che debba invece essere rilanciata la sanità pubblica, attraverso la valorizzazione e la non la chiusura dei servizi esistenti in un quadro di funzionalità e di valore dei presidi ospedalieri esistenti sul nostro territorio provinciale. Valchiavenna e Valtellina sono territori montani: qualunque cosa ne pensi l’assessore alla Montagna, le montagne non sono solo i luoghi ideali dove pianificare business per pochi in vista di eventuali Olimpiadi sulla neve; le montagne di Valtellina e Valchiavenna, sono anche popolate da “montanari” che a fronte delle peculiarità dei propri territori, hanno diritto ad avere un servizio sanitario completo efficiente e funzionale. Per questo riteniamo prezioso il lavoro fin qui fatto dal Comitato e dai cittadini che si sono battuti in difesa dell’ospedale. Crediamo che sia necessario e in tal senso ci mettiamo a disposizione, individuare nuove modalità per continuare la lotta”.