Istigazione al sesso con animali: nei guai un prete originario di Lodi. Lo racconta il nostro portale GiornalediLodi.it

Istigazione al sesso con animali

Due denunce contro don Marco Scandelli nato a Lodi il 7 giugno 1980 residente in Borgo Maggiore nella repubblica di San Marino in qualità di parroco della parrocchia di Borgo Maggiore e riconosciuta nello stato del Titano con il nome di Associazione Madonna della Consolazione nella Parrocchia di Borgo Maggiore  ma cittadino italiano.

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Il sacerdote  si è recentemente lasciato andare a un’uscita sui social parlando dei religiosi coinvolti in rapporti sessuali con minori ricordando che “non era lecito far sesso con i bambini, ma qualora avessero delle pulsioni possono fare sesso a pagamento con un uomo o una donna, o al limite con un animale tanto non si scandalizza nessuno“.

La denuncia dell’Aidaa

Le denunce sono state presentate dal presidente dell’Associazione italiana per i diritti degli animali Lorenzo Croce.

“Sono pronto a un confronto diretto con questo prete che viola con la complicità silente del suo vescovo uno dei cardini della sua stessa ordinazione sacerdotale-  dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA – certo, da presidente di associazione animalista mi indigno quando parla di sesso con animali, ma come battezzato mi sento profondamente offeso per la sua proposta lanciata ai preti di fare sesso con prostitute o prostituti”.

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C’è anche chi lo difende

Ma come hanno reagito i compaesani della Bassa alle parole del prete lodigiano? Sui social lo sdegno è stata manifestato anche con dure parole e offese. Non sono mancati, però, anche commenti in difesa del sacerdote che accusavano, piuttosto, l’associazione animali.

“Certamente discutibile quanto scritto malamente dal religioso ma accusarlo di istigazione al sesso con animali vuol dire non aver capito niente ed essere in cerca di notorietà a tutti i costi”. Sostiene un commentatore lodigiano, mentre un altro rilancia “Non che voglia difenderlo, ma sta dicendo basta alla pedofilia, parole forse sbagliate…”. Forse…

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E ancora, con notevole padronanza dei tempi verbali, c’è chi affonda sull’AIDAA: “Che vadino a lavorare coloro che hanno pensato di denunciarlo…”.