“L’autonomia regionale rappresenta la migliore risposta in termini di efficienza e capacità a saper rispondere in modo rapido e concreto ai bisogni dei cittadini”. Lo ha detto oggi, martedì 15 maggio, in Consiglio regionale, Simona Pedrazzi, consigliere valtellinese.

“L’autonomia è la risposta ai bisogni”

“Sono molto orgogliosa oggi, di poter essere in quest’aula in qualità di Consigliere regionale. Per una valtellinese come me parlare di autonomia significa voler affrontare annosi temi, mai realmente risolti, attraverso una nuova prospettiva per affrontare e risolvere più efficacemente i problemi dei cittadini”. Così è intervenuta in aula il consigliere della Lega Simona Pedrazzi nel corso della seduta odierna del Consiglio Regionale Lombardo dedicata allo stato di attuazione dell’iniziativa per l’attribuzione di maggiore autonomia alla Regione Lombardia.

“La Valtellina deve proseguire nel rinnovamento”

“Nella provincia di Sondrio – ha spiegato il consigliere – l’autonomia territoriale è oggi rappresentata dall’efficienza del vicino Cantone dei Grigioni e da quella della Provincia autonoma di Bolzano. La Valtellina è un territorio morfologicamente variegato che, con spirito imprenditoriale, ha saputo caratterizzarsi in molti settori come quello vinicolo, agro-alimentare, nel turismo e non da ultimo nell’artigianato. Nonostante il fatto di partire in modo svantaggiato all’interno di un territorio complesso, i valtellinesi hanno mostrato la capacità di sapersi rimettere in discussione. Oggi la Valtellina deve proseguire nel cammino di rinnovamento. Per questo l’autonomia regionale rappresenta la migliore risposta in termini di efficienza e capacità a saper rispondere in modo rapido e concreto ai bisogni dei cittadini. Il residuo fiscale del territorio è una voce di bilancio ormai fuori controllo, che deve essere rivista in favore di chi quel reddito lo produce con il proprio lavoro”.

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“Occorre valorizzare le diversità”

“Il referendum del 22 ottobre – ha concluso Pedrazzi – ha scritto una nuova pagina di un percorso in favore dell’autonomia territoriale. Partendo da questo risultato è arrivato il momento di realizzare quella forma di Stato che anche i padri costituenti avevano in mente. Valorizzare le diversità vuol dire liberare energie positive per il bene di tutti i territori”.