In un assolato pomeriggio di una tarda primavera è nato lo Stato dei cori: un unico grande popolo, che ha caratteri italiani e svizzeri ma un solo cuore, si è unito per cantare insieme il suo inno. Cantori e bande, voci e strumenti musicali per la prima assoluta dell’Inno di Rezia Cantat composto da Flavio Bundi e Arnold Spescha. È avvenuto ieri a Chiavenna, in una piazza Bertacchi mai così gremita di persone, un altro dei primati della carovana corale delle Alpi retiche. Presentato come il momento più coinvolgente e significativo dal punto di vista emotivo, l’ammassamento, com’è stato definito in omaggio agli Alpini, non ha tradito le attese.

 

Una bellissima serata

 

Alle 17.30 tre cortei sono partiti da altrettanti punti di Chiavenna: dal portone di Santa Maria i cori italiani con le bande della Valchiavenna, da piazza Castello i cori della val Bregaglia svizzera, dell’Engadina e della Valposchiavo, da largo Antonino Pio i cori della valle del Reno. Per incontrarsi nella piazza del municipio davanti al palco sul quale i rappresentanti delle istituzioni italiane e svizzere hanno salutato il popolo dei cori. Prima il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta, felice di vedere una città in festa, quindi il presidente della Comunità Montana della Valchiavenna Severino De Stefani, soddisfatto per la pacifica invasione. I due rappresentanti del canton Grigioni, il reggente Martin Jäger, e della Regione Lombardia, l’assessore con deleghe alla Montagna, agli Enti locali e ai rapporti con la Svizzera Massimo Sertori, hanno sancito un’unione che non riguarda solo i popoli ma anche i governi delle due regioni: la collaborazione quale primo passo per affrontare e risolvere le questioni aperte. Si sono aggiunti gli interventi dei responsabili delle due unioni corali grigionese e sondriese, rispettivamente Lucrezia Bärtsch e Sergio Salini e degli ideatori di Rezia Cantat, più volte citati e ringraziati, i sindaci di Piuro, Omar Iacomella, e di Samedan, Jon Fadri Huder, che hanno ricordato l’idea iniziale, il sogno di realizzarla, l’impegno di concretizzarla. Parole in italiano, in romancio e in tedesco come quelle degli inni che hanno preceduto l’esecuzione dell’Inno di Rezia Cantat: quello italiano, quello svizzero e l’Inno a Chiavenna di Giovanni Bertacchi, Il linguaggio universale della musica e l’amore per il canto corale che uniscono i cuori. Questo ha detto la piazza di Rezia Cantat ieri pomeriggio: una voce sola che si è liberata nel cielo sopra la montagna che divide la Valchiavenna e i Grigioni. Un’emozione infinita che è proseguita per le vie della città e nelle chiese in cui si sono svolti i concerti di gala: San Lorenzo con il coro della Sat di Trento, Santa Maria con il Coro Ut, i cori giovanili italiano e grigione insieme a San Fedele, quello svizzero a San Lorenzo. Dalle ultime luci del giorno al buio della notte.

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La sorpresa

 

La giornata di sabato ha rivelato un’altra piacevole sorpresa: Opensinging, le prove a coro aperto dirette il mattino da Patrick Secchiari e il pomeriggio da Lorenzo Donati, hanno registrato il tutto esaurito. Per un’ora, anticipati dall’esecuzione di un coro formato da cantori provenienti da tutta Italia, sono stati in moltissimi a cimentarsi sulle note di brani come “Nel blu dipinto di blu”, “Scende la notte” e “Over the rainbow”. Cori improvvisati con la direzione di maestri affermati, tanta passione e qualche consiglio per migliorare. Anche questo è stato Rezia Cantat.