Questa mattina, 10 settembre, il Ministro dei Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli ha presentato insieme agli esperti della Soprintendenza il ritrovamento delle monete d’oro di Como. Una scoperta effettuata nei giorni scorsi durante l’intervento di ristrutturazione dell’ex teatro Cressoni, nel centro storico di Como, che aveva reso necessario l’attivazione di un intervento di controllo archeologico delle attività di scavo. L’ex teatro Cressoni infatti insiste su parte del sedime del convento di Sant’Anna che, a sua volta, è stato costruito sui resti della città romana.

Monete d’oro a Como: “Un ritrovamento epocale”

Lo scorso 5 settembre è stato rinvenuto un contenitore in pietra ollare (pietra metamorfica tipica di alcuni settori delle Alpi e utilizzata fin dal I secolo d.C. per la realizzazione di pentole e contenitori per gli alimenti) in cui erano state riposte numerose monete in oro. Il recupero del tesoro è stato effettuato alla presenza della dottoressa Barbara Grassi e della dottoressa Grazia Facchinetti (funzionario archeologo della Soprintendenza, esperta in numismatica antica) con l’aiuto di Annalisa Gasparetto, tecnico restauratore della Soprintendenza. Attualmente le monete si trovano al laboratorio di restauro della Soprintendenza, dove sono state portate grazie all’aiuto dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, comandati dal Maggiore Francesco Provenza.

Una scoperta archeologica tanto importante che ha portato il Ministro Bonisoli a Milano per presentarla. “Per me questo è un caso più che eccezionale è epocale, uno di quelli che segna il percorso della storia – ha sottolineato nella conferenza stampa di presentazione – Non siamo ancora in grado di capirlo, ma è un messaggio che ci arriva dai nostri antenati”.

 

“Forse anche una barretta d’oro”

E in conferenza stampa gli esperti hanno sottolineato che potrebbe esserci altro oltre alle monete nel contenitore. “Di certo abbiamo intravisto una barretta d’oro – ha spiegato una funzionaria – e altri due oggetti. Ma al momento nel microscavo abbiamo rimosso solo il primo strato di 27 monete da circa 4 grammi d’oro, coniate nel periodo degli imperatori Onorio, Valentiniano III, Leone I e Livio Severo, quindi non collocabili oltre il 474 a.C. Un lingotto deporrebbe sicuramente per un deposito di una cassa pubblica, poco probabile un privato”.

Leggi anche:  "Bala i ratt" una cazzata indefinita per il deputato del M5S Niccolò Invidia

Il lavoro di catalogazione sarà lungo e minuzioso in quanto le monete e tutti gli oggetti al’interno del contenitore dovranno essere prelevati e analizzati uno ad uno. Le monete infatti si presentano impilate, come se fossero state divise e racchiuse in tessuti o altri materiali deperibili.

“Il tesoro rimarrà a Como”

Al termine dello studio, dell’analisi e della catalogazione di questo piccolo tesoro di Como, tutti reperti che fine faranno? Rimarrà a Como? A confermarlo è lo stesso Ministro Bonisoli che però ha precisato: “A patto naturalmente che la città lo sappia valorizzare e proteggere adeguatamente”. E su questo dovrà lavorare il sindaco Mario Landriscina, presente alla conferenza stampa, con il suo assessore alla Cultura Simona Rossotti.

“Ringrazio il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli per aver dichiarato che le monete d’oro ritrovate in città rimarranno a Como. Mi auguro che i Solidi del IV secolo possano essere un nuovo volano che consenta di attirare nuovi visitatori presso i nostri musei cittadini. Musei che contengono già reperti di alto pregio. Como ha l’onore di possedere tesori inestimabili, il ritrovamento di questi giorni è la conferma di quanto sostenuto dagli studiosi negli anni e tutto ciò deve inorgoglire tutti i cittadini” ha commentato Giovanni Currò, deputato pentastellato comasco.

TORNA ALLA HOME E GUARDA TUTTE LE ALTRE NOTIZIE IN MENU

Foto: Mibac