Si è tenuto lunedì scorso, presso la sala Consiglio della Provincia di Sondrio, l’incontro tra il Presidente Elio Moretti ed i funzionari degli uffici provinciali con i cacciatori del Settore Arcoglio del Comprensorio Alpino di Sondrio.

Modalità di caccia

Obiettivo della serata è stato l’illustrazione delle modalità di caccia al cervo che la Provincia intende adottare per l’imminente stagione venatoria a seguito di alcune modifiche elaborate dopo un confronto con il Comprensorio Alpino di caccia. Nel settore Arcoglio i danni provocati dagli ungulati alle colture agricole sono aumentati notevolmente. Pertanto, nel rispetto degli interessi reciproci di coloro che esercitano la pratica della caccia e degli imprenditori agricoli che mantengono vivi il territorio e l’economia locale, gli uffici provinciali hanno lavorato alla ricerca di una soluzione che potesse essere condivisa dai soggetti coinvolti.

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Novità

Le nuove modalità prevedono che nel settore Arcoglio, la caccia nelle prime settimane sarà limitata fino ad una fascia altimetrica di 1300 metri slm (che diventa 1500 metri in Valmalenco), e non verrà attuata la sospensione della caccia durante il periodo del bramito.
Successivamente, la caccia riaprirà in tutto il settore, come di consuetudine. “Gli uffici provinciali hanno lavorato senza interruzione nelle ultime settimane per trovare una possibile soluzione condivisibile che tenesse in adeguata considerazione tutti gli interessi in campo. Sono soddisfatto del lavoro svolto. Il momento di confronto è stato costruttivo. -Commenta il Presidente della Provincia, Elio Moretti –  I cacciatori hanno perfettamente compreso lo scopo delle nuove modalità che si andranno ad applicare. Esercitare la caccia, nelle prime settimane, solo in una fascia di territorio vicino alle colture dovrebbe ridurre la presenza dei cervi sia a causa diretta degli abbattimenti, sia a causa dell’azione di disturbo che questa specie subirà. Si tratta di una sperimentazione, i cui risultati potranno essere valutati solo a fine stagione, per quanto riguarda gli abbattimenti, ed in primavera per quanto riguarda gli impatti sui coltivi, in particolare i vigneti. Sulla base di questa analisi valuteremo le eventuali azioni da intraprendere per i prossimi anni.”