Eletto per la prima volta il miglior olio extra vergine valtellinese.

Concorso promosso dalla Comunità Montana di Morbegno

Il miglior olio extravergine di oliva della provincia di Sondrio è prodotto a Castione Andevenno, in località Moroni, da Tarcisio Serafini, classe 1934, primo classificato alla prima edizione del concorso promosso dalla Comunità Montana di Morbegno in collaborazione con la Fondazione Fojanini. A decretarlo il gruppo panel dell’Aipol, l’Associazione interprovinciale produttori olivicoli lombardi, di Brescia che nei giorni scorsi ha valutato i 27 campioni di olio presentati. Secondo posto per Carlo Baruffi di Poggiridenti, terzo per Christian Della Ghelfa di Berbenno.

Hobbisti

I produttori sono perlopiù hobbisti che coltivano olivi da molti anni, almeno sei e fino a 25, curando anche 300 piante, con una produzione compresa fra i 3 e i 30 quintali di olive. Molti i paesi rappresentati: oltre a quelli dei primi tre classificati anche Ardenno, Buglio in Monte, Dazio, Morbegno e Traona in Bassa Valtellina, Sondrio e Tresivio, Teglio, Villa di Tirano, Tirano e Grosotto nel Tiranese.

Momento positivo

Al di là dei punteggi, oltre la classifica, il concorso ha inquadrato il momento positivo del settore in provincia di Sondrio, come ha evidenziato Mariagrazia Barone, vice capo panel Aipol di Brescia, che si è complimentata con i produttori: “Per essere il primo concorso la situazione è positiva – ha detto -. Abbiamo riscontrato pochi difetti di fermentazione a fronte di un livello qualitativo buono”. Se l’obiettivo principale dei concorsi locali è migliorare la qualità, la larga partecipazione attesta l’impegno di tanti proprietari di fondi che si sono messi in gioco pronti a recepire le indicazioni fornite dagli esperti. A coordinare i lavori Giulia Rapella, responsabile del Settore agricoltura e foreste della Comunità Montana di Morbegno, e Ivano Fojanini della Fondazione Fojanini che hanno consegnato gli attestati di partecipazione. I primi tre classificati sono stati premiati dal vice presidente dell’ente comprensoriale Giovanni De Pedrina che ha ringraziato i produttori sottolineando l’importante ruolo svolto per la manutenzione del territorio.

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Recupero del terreno

La premiazione si è svolta nel pomeriggio di ieri, 19 gennaio 2019, nella seconda parte della giornata di studio sulla coltivazione dell’olivo che ha visto una folta presenza di partecipanti, a conferma di un’attenzione e di un interesse crescenti. Lo aveva sottolineato in apertura il presidente della Comunità Montana di Morbegno Christian Borromini riassumendo le motivazioni che all’inizio del 2018 lo avevano indotto a lanciare il progetto per recuperare le aree terrazzate abbandonate del versante retico trasformandole in oliveti. La risposta più che positiva di proprietari e conduttori dei fondi, con l’acquisto a prezzo agevolato di 1100 piantine, che hanno consentito il recupero di quasi trentamila metri quadrati di incolti, ha dato il la a una nuova edizione del bando e, soprattutto, al primo concorso degli oli extravergini di oliva della provincia di Sondrio.

Serve un frantoio

“Tanto interesse da parte dei cittadini – ha detto stamane Borromini – merita un’azione ancora più incisiva da parte degli enti pubblici, poiché i benefici derivanti da aree terrazzate curate e coltivate è evidente e non è limitato all’agricoltura. I quintali di olive prodotti aumentano di anno in anno perciò serve un frantoio provinciale per la trasformazione in olio evitando ai produttori scomode trasferte e favorendo la nascita di un prodotto valtellinese. Mi auguro che la Provincia proceda velocemente utilizzando le risorse economiche che come consigliere delegato all’Agricoltura avevo appostato, in accordo con il presidente Luca Della Bitta per dare ai produttori di olive la risposta che attendono. Sarebbe ingeneroso e irrispettoso farli aspettare oltre mentre il loro impegno si intensifica”.

Una nuova stagione che si apre per l’olivo, che sarà contrassegnata dagli incontri formativi e dalle lezioni sul campo per tutti i produttori a cura dei tecnici della Fondazione Fojanini.