Venerdì sera, attorno alle 22.30, una cella grandinigena di forte intensità ha scaricato la sua forza distruttrice su mele, uva, grano saraceno, ortaggi, mais e tutto quello che ha trovato sulla sua strada. Colpiti in maniera decisamente grave sono stati i comuni di Ponte in Valtellina, Chiuro e Teglio.

Amarezza tra gli agricoltori

“Amarezza, delusione, sconforto, perché no rabbia, questi i sentimenti che sta vivendo tutto il mondo agricolo valtellinese. Perché anche chi non è stato colpito dalla violenta grandinata, sa cosa significhi vedere andare in rovina il lavoro di un anno e proprio alla vigilia della raccolta” scrive in una nota stampa Graziano Murada, presidente della Fondazione Fojanini. “La grandine fa sempre e comunque disastri, ma in prossimità della raccolta questi danni sono amplificati, oltre che dalla frustrazione, anche dalla possibilità che si inneschi, soprattutto per l’uva, attacchi di marciumi (botrytis cinerea) che rischiano di intaccare anche la parte di uva non colpita. – Aggiunge Murada – Colpita tutta la fascia altimetrica sopra i 500 metri di quota (comune di Ponte loc. Pradella, Roncola, Rombello) quindi la parte alta del conoide e stessa situazione nel comune di Chiuro e Teglio”.

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Danni che si ripercuoteranno anche il prossimo anno

Il danno sulle coltivazioni poste all’interno del passaggio del cumulo grandinigeno è del 100 %. E in alcuni casi il danno potrebbe ripercuotersi, per le mele, anche sul prossimo anno, in quanto la defogliazione avvenuta inibirà l’accumulo di sostanze di riserva nelle radici per il prossimo anno. La conta sulla percentuale di danno globale (sul totale della produzioni x tipologia) sulle mele, uva e le altre coltivazioni “bastonate” potrà essere fatta solo a bocce ferme all’inizio della prossima settimana. “Al momento ai viticoltori si consiglia di intervenire con prodotti a base di rame (effetto cicatrizzante), con l’aggiunta di un Antibotritico per limitare la diffusione di marciume” conclude Murada.