Qualità dell’aria: ecco il dossier di Arpa Lombardia. I dati sono stati presentati questa mattina a Palazzo Lombardia.

Qualità dell’aria: ecco il dossier di Arpa Lombardia

E’ da oggi disponibile un primo bilancio dell’andamento della qualità dell’aria durante l’anno 2018 in Lombardia.  I dati sono stati presentati oggi, a Milano, da Arpa durante la conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Lombardia. Erano presenti, tra gli altri, il presidente di Arpa Lombardia, Stefano Cecchin, il direttore generale di Arpa Lombardia,Fabio Carella, il responsabile della qualità dell’aria di Arpa Lombardia, Guido Lanzani e l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo. Le misure effettuate dalla rete di rilevamento della qualità dell’aria di Arpa Lombardia hanno confermato un trend in significativo miglioramento per PM10, PM2.5 e NO2stabile l’ozono e ben sotto i limiti monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo.

I valori di PM10 sono diminuiti

Andando a guardare invece nel dettaglio i dati del dossier, Arpa comunica che, per il PM10, in tutte le stazioni del territorio regionale è stato rispettato il valore limite sulla media annua di 40 mg/m3. E’ questo quindi il terzo anno, dopo il 2014 ed il 2016, che fa registrare un rispetto generalizzato di tale parametro. Anche il numero di giorni di superamento del valore limite giornaliero (50 µg/m3), benché ancora in buona parte della regione sopra al limite che la normativa fissa in 35 giorni, ha confermato un trend complessivamente in diminuzione.

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Dati provincia per provincia

Nei capoluoghi provinciali, nel 2018 si sono verificati 79 giorni di superamento a Milano, 78 a Lodi, 56 a Cremona, 53 a Pavia, 51 a Monza, 47 a Brescia, 43 a Como, 42 a Bergamo, 34 a Mantova,25 a Lecco, 21 a Varese e 14 a Sondrio. Complessivamente, le stazioni che hanno rispettato il limite nel 2018 sono il 40% di quelle installate, nel 2005 rispettava unicamente la stazione di Bormio. In Lombardia il numero di superamenti è stato ridotto mediamente del 59% nel periodo dal 2005 al 2018.

Altri parametri

Il trend in progressiva diminuzione ha interessato anche il PM2.5. Nel 2018 nei capoluoghi il valore limite annuale pari a 25 mg/m3 è stato superato solo a Cremona (26 mg/m3), mentre è stato rispettato a Brescia, 25 mg/m3, a Lodi e Monza, 24 mg/m3, a Como, Pavia e Milano, 23 mg/m3, a Mantova, 22 mg/m3, Bergamo, 21 mg/m3, Varese 19 mg/m3, Sondrio, 18 mg/m3 e Lecco 15 mg/m3.

Per l’NO2, il limite sul numero di ore di superamento è stato rispettato per il terzo anno consecutivo su tutto il territorio regionale mentre il limite sulla media annuale è stato rispettato nell’80% delle stazioni (nel 2005 aveva rispettato circa la metà delle stazioni, nel 1993 nessuna. Con riferimento alle stazioni peggiori dei capoluoghi di provincia la media annua dell’NO2 registrata nel 2018 è la seguente: Milano 59 mg/m3, Brescia 57 mg/m3, Monza 45 mg/m3, Como 44 mg/m3, Bergamo 41 mg/m3, Lecco 37 mg/m3, Varese 36 mg/m3, Pavia 35 mg/m3, Lodi 34 mg/m3, Cremona 33 mg/m3, Mantova 26 mg/m3, Sondrio 24 mg/m3.

I livelli di Ozono

A differenza degli altri inquinanti considerati, l’ozono non mostra un andamento evidente negli anni. Anche durante l’anno 2018 si sono registrati diffusi superamenti sia del valore obiettivo per la protezione della salute che di quello per la protezione della vegetazione. In particolare, il valore obiettivo per la protezione della salute di non più di 25 giorni con la massima media mobile su 8 ore superiore a 120 µg/m3 , risulta infatti superato in tutte le province lombarde.

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La meteorologia

L’anno 2018, a livello meteorologico, è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche complessivamente più favorevoli alla
dispersione degli inquinanti rispetto all’anno 2017. Riguardo alle precipitazioni il 2018 si colloca in maniera diffusa intorno alle cumulate medie attese o lievemente al di sopra, prendendo come riferimento il trentennio 1981-2010: a fronte di una media di pianura intorno ai 750 mm, mediamente si sono registrati 800 mm.

Cattaneo “Non Mal’aria ma miglior aria”

“I dati analizzati – ha commentato l’assessore Cattaneo al termine della presentazione dei dati – ci dicono che il trend è in miglioramento: questo è il segno che negli ultimi anni le politiche messe in campo da Regione Lombardia, in accordo con gli enti locali del territorio, stanno producendo i risultati sperati. Chi si limita a dare un dato come fosse uno spot senza tenere presente i valori – più alti – che aveva in passato non fa una buona e corretta informazione”.

Da qui l’invito dell’assessore a giudicare scientificamente i dati sulla qualità dell’aria e, eventualmente, a contestarli nel merito e nel metodo.
Il rapporto ‘Malaria’ presentato ieri da Legambiente – ha precisato Cattaneo – ne analizza, ad esempio, solo 2 PM10 e ozono, ma gli inquinanti sono molti di più. Mi spiego meglio: se voglio misurare l’economia devo capire come vanno il Pil, l’occupazione, lo spread e il deficit cioè devo considerare tutti gli indicatori. Per la qualità dell’aria vale lo stesso principio. L’insieme dei dati, certificati ed elaborati da Arpa, dimostra che, in Lombardia, la qualità dell’aria è complessivamente migliorata perché alcuni inquinanti, dei quali oggi ‘stranamente’ nessuno parla, sono stati sconfitti. E guarda caso sono quelli che avevano l’impatto maggiore sulla salute dei cittadini”.