Nuovo approccio alla malattia.

“Sente-Mente®” a Bianzone e Villa

Grande successo di pubblico e di interesse per le due serate valtellinesi dedicate alla conoscenza del progetto “Sente-Mente® Comunità Amiche delle persone che con-vivono con la demenza” svoltesi a Bianzone, al Centro sportivo Omar e Pietro, venerdì 20 settembre e a Villa di Tirano, al Polifunzionale, giovedì scorso. Appuntamenti che hanno rappresentato di fatto l’inizio di un viaggio significativo che, a partire da quest’anno, aiuterà anche le comunità del mandamento tiranese ad avvicinarsi al nuovo rivoluzionario modello assistenziale dalle avanguardistiche prospettive capace di svelare nel dolore della demenza e dell’alzheimer innovative opportunità per vivere al meglio l’esistenza nonostante la diagnosi.

Espanoli

Il tutto attraverso un cammino volto a cambiare lo sguardo sulla persona malata. Ideato nel 2014 da Letizia Espanoli, brillante formatrice friulana che da oltre 30 anni opera nell’ambiente socio sanitario educativo, il Sente-Mente® Modello, sta riscuotendo risultati tangibili e verificabili in tutta Italia e anche all’estero. Una nuova modalità di assistenza rivolta ai pazienti che con-vivono con la demenza, ai loro familiari e a tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo nel processo di cura. Al timone dell’iniziativa in provincia di Sondrio Simona Sertorio, anima dei Felicitatori della Valtellina e Felicitatrice Senior del “Sente-Mente® Project”, condottiera dall’indiscussa professionalità e serietà in entrambe le serate. Sertorio ha accompagnato per mano il numeroso e attento pubblico alla scoperta del nuovo modello di assistenza che apre significative possibilità di relazione con le persone affette da demenza, nel segno di un reciproco benessere, ricordando quanto sia importante avere “occhi nuovi” nel rapportarsi con loro restituendo la giusta dignità spesso soffocata da troppi tecnicismi.

Commento

“Nella cultura in cui siamo immersi è inevitabile vivere questo tipo di malattia come un dramma – spiega Sertorio – il linguaggio utilizzato per parlare della demenza sottolinea, infatti, solo la perdita, il dolore e la sofferenza. La demenza è una ladra di memorie, è una malattia per la quale non c’è nulla da fare, la mente di una persona con la demenza lentamente si spegne fino a rimanere completamente al buio. In questo modo la nostra attenzione è focalizzata solo su ciò che la demenza porta via e non si accorge di tutto quello che ancora resta. Il valore cardine di Sente-Mente® è “La vita non finisce con la diagnosi”. E’ innegabile che queste patologie degenerative lentamente e gradualmente tolgono molte competenze, non ultima la capacità di ricordare e ragionare, ma resta l’aspetto più importante, quello che ci rende persone, ovvero la capacità di provare emozioni e di sentire le emozioni delle persone vicine” . Parole lusinghiere da parte dei sindaci di entrambi i Comuni (Alan Delle Coste, primo cittadino di Bianzone e Franco Marantelli di Villa di Tirano).

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Incontri

Nel mese di ottobre partirà un ciclo di incontri (Laboratori) gratuiti per le famiglie curanti (opportunità per allenare le famiglie ad uscire dai condizionamenti del nostro modello culturale). 12 incontri a cadenza settimanale di due ore ciascuno durante i quali i partecipanti, attraverso la sperimentazione diretta di situazioni trasformanti, intervallati da “pillole” di trattazione teorica, saranno allenati alla resilienza e accompagnati oltre lo stato di impotenza. Gli incontri si terranno presso la sala consiliare del Comune di Villa di Tirano ogni mercoledì a partire dal 2 ottobre, dalle 17.30 alle 19.30. Contemporaneamente ai laboratori, e durante il primo semestre del 2020, sono in programma numerosi appuntamenti (“59′ per spettinare la demenza”) rivolti alla cittadinanza finalizzati a far conoscere a più persone possibili “chi è” una persona che convive con la demenza. La platea presente a Villa di Tirano giovedì scorso ha, inoltre, potuto assistere al singolare spettacolo di teatro danza di Martina Medde, responsabile dell’associazione culturale “Come Mi Senti” e regista della pièce ispirata al libro di Letizia Espanoli “La vita non finisce con la diagnosi”.