La carcassa rinvenuta a Castello dell’Acqua è di un lupo morto.

Trovato un lupo morto: c’è la conferma

Le prime analisi genetiche sono state completate e hanno confermato che l’animale trovato è, a tutti gli effetti, un lupo, di aplotipo italiano. Si tratta di un esemplare appartenente alla popolazione che, partendo dall’Appennino alla fine degli anni ’80, ha ormai colonizzato del tutto le Alpi occidentali ed è presente stabilmente in Piemonte.

Il ritrovamento in maggio

In maggio i tecnici della Provincia erano stati avvisati della presenza di una carcassa di un canide nei boschi delle Orobie, sopra Castello dell’Acqua. Sul posto hanno recuperato i resti di un grosso animale (ossa, pelo, denti). La colorazione grigio-fulva del pelo, la tipologia delle ossa e la dimensione dei canini recuperati hanno subito fatto pensare alla possibilità che si trattasse di un lupo morto.

Analisi approfondite

Un campione del materiale è stato inviato all’Unità di Ricerca ‘Genetica della Conservazione’ della Fondazione Mach, in Trentino, che effettua da tempo analisi genetiche mirate sui grandi carnivori, sotto la supervisione della dottoressa Heidi Hauffe. E ieri, lunedì 3 luglio, è arrivata la conferma.

Leggi anche:  Sciopero dei treni il 15 dicembre: nessuna fascia di garanzia

Il commento di Della Bitta

“La presenza del Lupo non è una novità per la nostra provincia, perchè ormai da oltre quattro anni un maschio di questa specie, chiamato “SO M01″ in seguito alle analisi genetiche, si è stabilito nelle zone Orobiche della provincia di Sondrio, tra Aprica, Teglio e Castello dell’Acqua, arrivando anche all’Alta Valcamonica. Di questo esemplare sono state fatte diverse foto, anche nei mesi scorsi. Non possiamo ancora sapere se la carcassa ritrovata appartenga a lui, o ad un altro animale in dispersione che è arrivato nella stessa zona, e solo ulteriori approfondimenti genetici potranno dircelo. Sembra però che un lupo sia ancora presente nelle zone sopra citate, perché nelle settimane successive al rtirovamento della carcassa, le guardie delle aziende faunistico venatorie Val Bondone – Val Malgina e Val Belviso- Barbellino hanno trovato altri segni di presenza (piste e fatte) della specie, su cui verranno effettuati altri accertamenti genetici”.