Come gestire il proprio impianto di riscaldamento? Serve arrivare preparati al freddo. Dal punto di vista tecnico, ma anche psicologicamente, avendo ben in testa come dobbiamo comportarci. Perché ottimizzare l’utilizzo del nostro impianto di riscaldamento casalingo è molto importante per diversi aspetti, in particolare dal punto di vista economico. A dare una mano all’utente, al semplice cittadino, è la collaborazione fra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Insieme hanno infatti stilato una pratica guida per la corretta gestione degli impianti di riscaldamento, volta a migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.

Come gestire il proprio impianto di riscaldamento

Fare la manutenzione periodica degli impianti è la regola principale, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato e ben mantenuto consuma e inquina meno. È bene verificare sul libretto uso e manutenzione della caldaia la periodicità consigliata per la manutenzione.

Controllare la temperatura ambiente

Scaldare  troppo la casa fa male alla salute e alle tasche. La normativa consente una temperatura di 20-22°, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario: attenzione, ogni grado abbassato fa risparmiare dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

Usare i cronotermostati intelligenti

Questi dispositivi elettronici e le App con cui è possibile gestirle attraverso il nostro smartphone aiutano a risparmiare energia perché consentono di regolare la temperatura ed il tempo di accensione dell’impianto solo quando è necessario.

Applicare valvole termostatiche

Queste apparecchiature, applicate su ciascun termosifone, aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, concentrando il calore  negli ambienti più frequentati ed evitando sprechi di energia.

Attenti alle ore di accensione

Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle sei zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Gli impianti che hanno applicato cronotermostati, valvole termostatiche e, nei condomini, i ripartitori di calore, possono tenere acceso l’impianto di riscaldamento anche H24.

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Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone

È un «trucco» semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.

Schermare le finestre la notte

Chiudendo persiane e tapparelle si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni

Mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Fare il check up alla propria casa. L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata fatta prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre: si  riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire della detrazione fiscale del 65% sui costi dell’intervento.

Rinnovare l’impianto di riscaldamento

Se l’impianto ha una caldaia tradizionale, conviene valutarne la sostituzione con una a condensazione che, recuperando il calore dei fumi di combustione fa risparmiare energia. Se l’impianto è abbastanza vecchio, conviene valutare il rinnovo dell’intero impianto, ad esempio con le nuove caldaie a biomasse, le pompe di calore, o con  impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico. Per tutti questi interventi si può usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.