Confartigianato Imprese Sondrio e Anmil Sondrio, impegnati da anni ed in stretta sinergia per sensibilizzare e formare le nuove generazioni sull’importanza del rispetto della sicurezza sui luoghi di lavoro, intervengono sull‘ennesimo infortunio mortale accaduto sul nostro territorio.

Troppe vittime

“Non è possibile che ancora oggi il numero delle vittime di questi infortuni sia così alto, che un padre o una madre di famiglia rischi di non tornare a casa la sera per colpa di una disattenzione o di una eccessiva confidenza. Non c’è alcuna ragione economica che possa giustificare un prezzo così elevato. – Scrivono in un comunicato diffuso ieri – Con gli anni e con l’esperienza appare a tutti scontato che la ricerca delle responsabilità non aiuta e non è la soluzione; occorre orientare tutte le energie e le risorse verso una vera e propria azione collettiva di natura culturale che coinvolga tutti e che partendo dalla prevenzione arrivi a toccare ogni attore sociale ed economico. Occorre che tale cultura arrivi a sensibilizzare le coscienza ben prima dell’ingresso nel mondo del lavoro”.

Disattenzione e all’imprudenza

“Molto spesso infatti le cause degli incidenti sono da ricercarsi nella troppa confidenza con gli strumenti da lavoro che porta alla disattenzione e all’imprudenza. – Concludono – I controlli doverosi e a volte efficaci non sono sufficienti a far diminuire gli infortuni. Un altro aspetto da non sottovalutare è anche la costante battaglia dei prezzi che negli ultimi anni si è fatta ancora più accanita a discapito della qualità e della sicurezza. Nasce da qui la sfida che Confartigianato e Anmil stanno affrontando partendo proprio dalla sensibilizzazione degli studenti delle scuole superiori della provincia; perché è proprio partendo dai futuri lavoratori che si può migliorare la qualità del lavoro di domani e garantire il benessere e gli standard qualitativi di un territorio”.