“Uno di meno”.  Così aveva commentato sui social, un 43enne di Brignano (BG), la notizia della morte di un poliziotto ucciso in un incidente stradale. Un commento decisamente offensivo e pesante, che al leone da tastiera è costato molto caro, considerato che è anche un pregiudicato e che si trovava in affidamento in prova ai servizi sociali.

Commento offensivo gli costa il carcere

Come riporta GiornalediTreviglio.it, D.G. 43 anni, si trovava in affidamento in prova dall’ottobre scorso. Nei giorni scorsi però i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno continuato a tenerlo d’occhio, rilevando almeno due condotte incompatibili con il mantenimento della misura alternativa al carcere.

Prima, senza aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione del Magistrato competente, D.G aveva cominciato a lavorare. Ma cosa più grave, probabilmente covando rancore nei confronti delle Forze dell’ordine che l’avevano “messo nei guai” già parecchie volte (ha diversi precedenti), quando ha letto online la notizia della tragica morte in un incidente stradale di un poliziotto, deceduto in servizio (QUI LA NOTIZIA), ha commentato la vicenda sui social offendendone la memoria: “Uno di meno”, il suo “contributo” tra i commenti alla notizia sulla pagina Facebook di un giornale nazionale.

I carabinieri hanno notato il post, e l’hanno  segnalato al Tribunale di Sorveglianza. Il  Magistrato di Brescia, di fronte alla seconda segnalazione a carico dell’imputato, ha dunque deciso di revocare la misura dell’affidamento in prova. Per lui, a questo punto, si sono aperte le porte del carcere.

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