Ci vorranno ancora giorni per conoscere i risultati dell’esame autoptico su Mattia Mingarelli eseguita ieri, 26 dicembre 2018, ma da subito è emerso che sul corpo non risultano segni evidenti di violenza.

Nessun segno di violenza sul corpo di Mattia Mingarelli

Questa la prima importante svolta nell’indagine sulla morte dell’agente di commercio comasco. Trentanni, scomparso dal 7 dicembre 2018, la sua salma è stata intravista da due sciatori che stavano a bordo di una seggiovia della ski area palù durante la Vigilia di Natale. In un punto non distante dal rifugio Barchi, uno dei locali messi sotto sequestro durante le indagini, poco più di un minuto a piedi dall’ultimo posto dove è stato visto vivo per l’ultima.

Per due settimane è rimasto nascosto

Per oltre 14 giorni la zona era stata battuta da squadre di soccorritori ma di lui nessuna traccia. Il 24 dicembre invece la tragica scoperta. La salma si trovava poco distante il rifugio in un punto non di difficile accesso, raggiungibile a piedi. Come è possibile che non sia stato visto per tutto queto tempo? Intorno al week end dell’Immacolata, tra il 7 e il 9 dicembre, è arrivata una nevicata di 15 cm, forse il corpo è stato coperto rimanendo nascosto fino a pochi giorni fa quando è il caldo e anche la pioggia hanno sciolto la neve. Il freddo e la neve inoltre potrebbero aver bloccato gli odori rendendo inefficace il fiuto dei cani molecolari. Oppure qualcuno ha spostato il corpo successivamente?

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Queste però sono solo ipotesi. Di certo è l’impegno che i soccorsi hanno speso nelle ricerche. Ora solo le indagini potranno svelare il mistero sulla morte di Mattia Mingarelli.

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