Àvero, l’alpeggio forse meglio conservato di tutta la Valchiavenna, è stato la meta della prima visita guidata di settembre organizzata, com’è consuetudine, dal Centro di studi storici valchiavennaschi non solo per i suoi soci, ma per chiunque voglia partecipare, senza bisogno di iscrizione o di versamenti.

Gita culturale

Nel pomeriggio di sabato 8 settembre oltre una ottantina di persone si è presentata alla partenza a Gualdera di Fraciscio, in una giornata splendida di sole e con un clima gradevole. In automobile si è percorsa la pista, grazie alla concessione del Consorzio locale, fino al “Mót” di Bóndeno a quota 1800, dove si gode una vista panoramica sulla bassa valle Spluga con Gallivaggio e la sua recente frana e verso est sul raccolto alpeggio di Àvero, che è stato raggiunto a piedi attraverso un sentiero tra i boschi.

Scaramellini ha guidato la comitiva

Hanno guidato la comitiva il presidente Guido Scaramellini per la visita alla chiesetta di San Giacomo a Bóndeno e poi per quella di San Domenico ad Àvero, mentre per gli aspetti geografico-ambientali il socio Dino Buzzetti, che per quarant’anni ha presieduto il Consorzio Alpe Àvero, ha fornito esaurienti informazioni. I partecipanti sono stati accolti dalla signora Roberta Scuda, attuale presidente del Consorzio, che ha preparato un generoso rinfresco per tutti, confermando quella che è divenuta una tradizione nelle visite guidate del Centro studi storici, cioè la calorosa accoglienza da parte degli abitanti delle località visitate. Grazie alla ospitalità della signora Aurelia Gianoli si è anche potuto visitare la grande “stüa” dell’edificio chiamato “Palàz”, in uno dei tanti “carden” dell’alpeggio. La storia della località a quasi 1700 metri di quota è stata riassunta in alcuni fogli redatti da Dino Buzzetti e distribuiti a tutti, insieme a una cartolina illustrata con una poesia di Simona sulla località