Venerdì 18 agosto alle ore 20,30 presso la chiesa di San Bernardo, nella frazione omonima del comune di San Giacomo Filippo, Bruno Mezzera ripercorrerà la storia dell’impianto idroelettrico di Truzzo – San Bernardo, costruito negli anni Venti del Novecento.

I primati

L’impianto vanta dei primati, alcuni dei quali significativi. La diga fu la prima costruita in valle e venne portata a termine in una quindicina di mesi. Quale esplosivo per gli scavi delle gallerie si utilizzò dell’ossigeno liquido. Gli edifici della centrale furono costruiti in due stagioni e la realizzazione della Sala trasformatori fu uno dei primi esempi con struttura portante in cemento armato. Il tratto terminale della condotta forzata, realizzato in tubi di acciaio con anelli di blindatura esterni, prodotti e messi in opera dalla ditta Togni di Brescia, rappresentò una novità assoluta. La centrale, con il suo salto di ben 1040 metri, fu per lungo tempo l’impianto con il più alto salto d’Europa.

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L’impatto

La realizzazione dell’impianto portò un vero e proprio stravolgimento nella vita della popolazione locale, che prima viveva solo di pastorizia, agricoltura di montagna, piccolo contrabbando ed emigrazione stagionale. I cantieri portarono lavoro per tutti e, solo per la centrale, la condotta forzata, il piano inclinato e la galleria, lavorarono oltre un migliaio di persone.