Migliaia di persone si sono strette alla comunità per celebrare il ritorno dei pastori dalle terre alte, dopo la dura estate trascorsa in alpeggio

Moltissima gente

Giornata estiva, 2000 polente cucinate e servite ai tavoli, centinaia prese per asporto, ristoranti gremiti, migliaia e migliaia di persone per le vie del piccolo centro storico, tra i prati, i sentieri, tantissimi giovani, una festa di famiglie arrivate da tutta la Valtellina e da tutto il nord Italia.

Con numeri da evento top regionale per il contesto alpino si è chiusa nella domenica a Gerola Alta, Valtellina, la 51ª Sagra del Bitto. Sagra del Bitto tradizionale, il grasso d’alpe che viene prodotto d’estate sui pascoli alti, secondo il metodo millenario, mungendo all’aperto, lavorando il latte nelle piccole baite da pastori di montagna. A settembre dopo mesi di lavoro in alpeggio, i casari rientrano al paese, la comunità li ringrazia e li premia.

Gerola Alta

Gerola Alta, paese che è sempre più un riferimento nelle Alpi lombarde e in Lombardia per la destagionalizzazione turistica, capace di proporre durante l’anno tanti eventi e capace di costruire un modello nuovo di località in quota, preservando la natura, ricostruendo il collegamento tra territorio e operatori dell’economia locale, tradizionale, rurale, semplice, sta rendendo sempre di più la Sagra del Bitto, la vera sagra della comunità. Organizzata senza sbavature da Pro Loco Gerola Alta con i suoi volontari, il Comune, Ecomuseo Valgerola, il gruppo I Giaroi.

Il clima era splendido, sia il clima atmosferico, il caldo di metà settembre, sia nei sentimenti tra la gente. E chi arrivava trovava la montagna migliore, aperta, ospitale, anche generosa e autentica, nel 2019, in luoghi che rischiavano fino a pochi decenni fa il totale abbandono. Nel pomeriggio si faceva fatica a capire tra migliaia di persone quanti fossero davvero a partecipare alla festa.

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Si è svolta animazione gratuita per bambini, sono state proposte prove di mungitura e di produzione del Bitto. Il pranzo a base di polenta taragna condita con quintali di Bitto e taglieri di salumi, Rosso di Valtellina è stato il cuore della giornata.

Premiazioni

Sul palco, del Palagerola, il polifunzionale del paese sono stati premiati dal sindaco e dalla amministrazione i caricatori, casari, aiuto casari, pastori, caprai, cascin, casinere, manzolai degli alpeggi, Trona Soliva, Varrone Antino, Cul, Olano Tagliate, Alpe Orta Vaga, Pescegallo Foppe, Bomino Vago, Alpe Culino, Foppa di Avaro, Valvedrano, Parissolo, Alpe Ancogno Soliva, Combana Dentro, Dosso Cavallo Vesenda Alta, Bomino Soliva, Pescegallo Lago, Trona Vaga.

Sul palco le vecchie e nuove generazioni di pastori e casari del Bitto, tante famiglie con tanti giovani e giovanissimi, nuove leve della dura e gratificante agricoltura e zootecnia di montagna.

A premiare tutti, il sindaco di Gerola Alta, Rosalba Acquistapace affiancata dalla amministrazione, dal gruppo folcoristico, dai sindaci dei paesi vicini. «C’era proprio tanta gente – ha affermato il primo cittadino – ringraziamo tutti i nostri volontari, per il lavoro e la voglia di costruire ogni volta al meglio questo evento. E ringraziamo i nostri casari, che sono tornati e sono qui in tanti, si vede – ha aggiunto – che sentono loro e tengono a questa festa. Questo è importante bello, ci fa piacere. Avevamo i sindaci e gli amministratori dai paesi confinanti, della Valgerola, della Val Brembana e della Val Varrone a siglare una vicinanza che va oltre i confini provinciali».