Tutto esaurito ieri sera, giovedì 14 novembre, al Teatro Sociale per l’apertura dell’edizione 2019 del Sondrio Festival.

Sondrio Festival, buona la prima

La prima serata di Sondrio Festival verrà ricordata per gli uccelli di un epico Yellowstone, per l’acqua che ha modellato l’Austria, per i moniti non scontati di un divulgatore appassionato, Massimiliano Ossini. Il pienone annunciato in sala e un grande apprezzamento per i primi due documentari in concorso: una serata piacevole e insieme impegnata, com’è nella consuetudine della manifestazione, in cui i messaggi lanciati dall’ambiente sono risuonati in maniera forte, in una contaminazione di linguaggi, fra immagini e parole.

I documentari in concorso

I primi due documentari in concorso hanno impressionato per la spettacolarità delle immagini e la leggerezza del racconto. “Yellowstone epico: vivere in volo”, di Jeff Reed, rivela un luogo magico, il primo parco naturalistico istituito negli Stati Uniti nel 1872. I protagonisti sono gli uccelli che lo popolano, pochi durante l’inverno, moltissimi durante la breve stagione rigogliosa: le gru canadesi che scelgono una palude isolata per il proprio nido, falchi, rondini, aquile reali, merli e azzurrini montani. Yellowstone è miliardi di litri di acqua, ma soprattutto è foreste che lo ricoprono per l’80%. L’occhio del regista si sofferma sul falco pescatore che deve far nascere i piccoli affinché abbiano il tempo di imparare a volare prima della migrazione autunnale: il piccolo falco, prima timido poi maestoso, viene ripreso impegnato nel primo volo. L’estate sta finendo, è tempo di migrare ma con la primavera gli uccelli ritorneranno. A seguire l’Austria raccontata attraverso l’acqua, l’elemento che più di ogni altro l’ha modellata, dalle montagne nelle quali nasce alle pianure che percorre fino al Danubio. Nel documentario dal titolo “L’Austria selvaggia creata dall’acqua”, ambientato nei parchi nazionali austriaci, Rita e Michael Schlamberger, ritraggono un paese ai più sconosciuto. La pioggia può trasformare piccoli ruscelli in fiumi violenti, può trascinare la ghiaia che si sedimenta dando vita a foreste in miniatura. Al riparo dai predatori e dal freddo nascono nuove generazioni di smerghi maggiori: il battesimo dell’acqua è una danza, il riposo sul dorso della madre un rituale. L’acqua modella l’ambiente in milioni di anni o in un giorno solo: è il più grande tesoro austriaco.

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Il programma di stasera

l primo dei due weekend di Sondrio Festival prosegue oggi con tre ospiti e due documentari per la seconda serata di Sondrio Festival, ma anche con un film fuori concorso, “Il sorriso del gatto”, di Karine de Villers e Mario Brenta, alle ore 18.15, le mostre e l’attività didattica. L’apertura, alle ore 20.30, sarà dedicata agli insetti con la conversazione su un mondo sorprendente ma vulnerabile, la cui attenta analisi ci rivela aspetti tutt’altro che rassicuranti. A parlarne saranno Francesco Tomasinelli, fotogiornalista e curatore di mostre scientifiche, Marco Castellazzi, autore e conduttore televisivo, ed Emanuele Biggi, fotografo naturalista e conduttore, uniti dal comune impegno per la trasmissione “Geo”, in onda ininterrottamente dal 1984 su Rai Tre. “Nella mente della balena” di Rick Rosenthal, è ambientato negli oceani, in varie zone del pianeta, e segue questi giganti per analizzarne i comportamenti. Con “Il ghepardo asiatico dell’Iran”, una specie a rischio di estinzione, il regista Fathollah Amiri porta per la prima volta al concorso di Sondrio Festival un documentario ambientato nei parchi nazionali del paese asiatico.

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