“Storie del dormiveglia” di Luca Magi, il documentario che racconta la vita dei senzatetto di un centro di accoglienza notturna, continua il suo lungo tour nelle sale cinematografiche italiane anche nel 2019. Il 10 gennaio tappa al Cinema Excelsior di Sondrio alle ore 21 alla presenza dello sceneggiatore valtellinese Michele Manzolini che incontrerà il pubblico presente in sala.

“Storie del dormiveglia”, documentario pluripremiato

“Storie del dormiveglia” è passato con successo il 30 ottobre in selezione ufficiale al Festival du Film Italien de Villerupt, il 5 novembre in concorso al Tirana International Film Festival e il 10 novembre in concorso al Brasilia International Film Festival. Sta portando fuori dall’Italia lo sguardo discreto di chi da anni lavora nel mondo dell’assistenzialismo e della coperazione. Il doc, vincitore del premio come Miglior Film Italiano al 14° Biografilm Festival e della Mention Spéciale Interreligieux al 49° Visions du Réel International Film Festival, nasce dall’esperienza del regista come operatore presso il Rostom: una struttura d’accoglienza per persone senza fissa dimora, situata all’estrema periferia di Bologna. Dal buio, tra una sigaretta e l’altra, emergono i volti e le parole di chi resta nel dormitorio per una sola notte o di chi ne ha fatto la propria casa. Uomini e donne con un passato difficile, esiliati in un presente di perpetua attesa. Una galassia perduta a debita distanza dal passato e dal futuro. Il Rostom è un centro gestito da Piazza Grande e frequentato da uomini e donne con disagi sociali, economici o psichici, con problemi di salute, di dipendenza, ex-carcerati o persone con un vissuto complesso e spesso drammatico. La struttura deve il suo nome a un ospite storico del dormitorio, Rostom Mollah, di origine bengalese, morto sulla strada nell’inverno del 2013. Per il ruolo che ricoprono all’interno del centro, gli operatori sociali hanno un contatto diretto e intimo con molti ospiti. Per tanti di loro, soprattutto per quelli che vivono da più tempo nel dormitorio, gli operatori sopperiscono, almeno in parte, a quei legami familiari e di amicizia che hanno spesso perduto.

Le parole del regista

“Ho avuto modo di conoscere e condividere aspetti intimi della vita di centinaia di persone ospitate nel centro – dice Luca Magi – L’impatto con questa realtà è stato violento. I suoi ospiti sono perlopiù persone emarginate, disadattate e sole. Sono sempre rimasto molto colpito da come dietro questa fragilità di uomini e donne, dietro la loro solitudine, si nascondesse una grandezza: un senso di rivolta, qualcosa di inutile e spesso distruttivo, ma al contempo capace, se visto da vicino come nel mio caso, di trasmettere l’essenza delle cose, di attraversare gli altri con qualcosa di pulsante, vitale e capace di emozionare”.

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Il film

La voce narrante del film è quella di David, un inglese che da sette anni vaga per il mondo ed è approdato al Rostom esausto e desideroso di rimettersi in piedi e raccontarsi. Con un registratore a cassette tiene un diario vocale in cui registra le proprie impressioni, le riflessioni sulla vita, sui propri sogni e sugli incontri con gli altri ospiti del dormitorio. “Storie del Dormiveglia”, prodotto da Kiné in associazione con Piazza Grande e in collaborazione con Vezfilm e Antoniano Bologna, è stato riconosciuto di Interesse Culturale con Contributo Economico del MiBACT – Direzione Generale Cinema ed è stato realizzato con il sostegno di Regione Emilia-Romagna – Film Commission, ed è stato inoltre Finalista al Premio Solinas Documentario per il cinema. Scritto da Luca Magi e Michele Manzolini, con la fotografia di Luca Magi e Andrea Vaccari e il montaggio di Jaime Palomo Cousido, il film è prodotto da Claudio Giapponesi per Kiné.