Abrogata la legge sulle imprese artigiane, "ora serve chiarezza"

Il Presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti: “Le nostre imprese hanno rispettato sempre la norma, pur con difficoltà. Ora auspichiamo chiarezza sulle modalità di lavoro future”.

Abrogata la legge sulle imprese artigiane, "ora serve chiarezza"
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Il Gran Consiglio del Canton Ticino ha abrogato la legge sulle imprese artigiane (LIA), introdotta nel 2016 per regolamentare l’attività di tutte le aziende attive nel settore casa entro i confini del cantone elvetico.

Legge sulle imprese artigiane

“Prendiamo atto della decisione assunta dal Gran Consiglio del Canton Ticino in merito all’abrogazione della legge sulle imprese artigiane, introdotta nel 2016 per regolamentare l’attività di tutte le aziende attive nel settore casa entro i confini del cantone elvetico di lingua Italiana”. Si tratta di un provvedimento atteso dopo che il Governo di Bellinzona, con un documento formale, aveva chiesto al Parlamento Ticinese di intraprendere i passi necessari per mettere la parola fine a una norma che, negli anni, è stata oggetto di contestazioni e di prese di posizione da ambo le parti del confine.

Obbligo oneroso

“In questi anni – commenta il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti - le imprese italiane di piccole e medie dimensioni hanno rispettato sempre, seppure con notevoli difficoltà, una norma che ha richiesto non solo l’iscrizione, a titolo oneroso, all’apposito albo cantonale ma anche la certificazione di una serie di requisiti particolarmente stringenti”. “A questo punto – prosegue – ci aspettiamo massima chiarezza da parte delle autorità ticinesi nel definire tutte le modalità per il lavoro oltre confine in modo trasparente e non eccessivamente rigido nei confronti di aziende rispettose delle norme e che, già oggi, in otto casi su dieci vengono sottoposte a rigorosi controlli”.

Libero mercato

Libero mercato, insomma, rispetto reciproco e massima disponibilità al dialogo transfrontaliero. Restano, invece, tutte le incognite relative al nuovo albo di cui si ipotizza a questo punto l’istituzione, che si spera possa maturare in condizioni differenti e con premesse diverse rispetto all’attuale. “Chiediamo infine, da parte del Cantone Ticino, chiarimenti in merito a quanto versato in questi anni da parte delle imprese per l’iscrizione all’albo Lia affinché non si configurino disparità di trattamento tra le piccole e medie imprese e le
grandi industrie”.

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