All’Asst Valtellina e Alto Lario mancano i fondi per pagare i propri dipendenti e molti di questi a termine del contratto determinato verranno lasciati a casa. E’ quanto denunciano le sigle sindacali CGIL CISL UIL e RSU Aziendali.

All’Asst ValtLario mancano i soldi

“Che ASST VALTELLINA E ALTO LARIO non navigasse in buone acque era cosa nota da tempo, ma che fossimo arrivati ad un punto tale per cui tutto il personale a tempo determinato con contratto in prossima scadenza fosse destinato ad essere lasciato a casa non se lo aspettava nessuno: mancano i soldi per poterlo pagare. – Fanno sapere tramite un comunicato stampa diffuso oggi – Si tratta di Medici, Infermieri, Tecnici e Amministrativi che forniscono un supporto fondamentale per sopperire all’ormai cronica mancanza di personale nei rispettivi uffici e nello svolgimento dei servizi”.

Risparmi sulle spalle dei lavoratori

La nota poi continua: “Da anni CGIL CISL UIL e RSU Aziendali lamentano un problema di carenza di organico, soprattutto infermieristico, che ASST ha sempre tentato di minimizzare e di risolvere facendo ricorso a straordinari programmati e a salti turno che non portano ad un aumento di spesa di bilancio. Questo stratagemma ha permesso ad ASST un risparmio di oltre 1.000.000 di euro sulla spesa del personale, facendo guadagnare alla Direzione il plauso di Regione Lombardia per “l’oculata manovra” che nei fatti è però ricaduta sui lavoratori con tutte le sue conseguenze negative ed il peso di ore e ed ore sui turni aggiuntivi di lavoro”.

Oltre al danno la beffa

“Oltre al danno si è puntualmente aggiunta anche la beffa poiché nella definizione dei budget 2018 Regione Lombardia ha deciso di tagliare rispetto allo SPESO del 2017. L’iniziale somma risparmiata è stata storicizzata e con l’ulteriore nuovo taglio la reale situazione è ormai emersa: a fine giugno i SOLDI SONO FINITI!!! All’incresciosa situazione si aggiungono gli impegni di spesa che ASST, pur consapevole della propria condizione, ha comunque continuato ad assumere senza però considerare l’opportuna copertura dei costi per il rinnovo del personale a tempo determinato. Il risultato: SI LASCIANO TUTTI A CASA! con le inevitabili conseguenze per i colleghi e, di riflesso, le negative ripercussioni su tutti i cittadini” tuonano le sigle sindacali.

Ancora di salvezza

“Certamente le regole del sistema non aiutano, mancano infatti le particolari attenzioni alla sanità di montagna che da tempo esigiamo, ma è certo che una più attenta gestione delle risorse avrebbe potuto salvare la situazione. Ad oggi l’unica speranza è legata ad un ulteriore finanziamento che Regione Lombardia potrebbe dare entro la fine di Settembre 2018, augurandosi che “la cima di salvezza non sia né troppo corta né troppo fragile”. Ma come arriveremo a questa data? Saltando le ferie, aumentando lo straordinario? Diminuendo i posti letto? Diminuendo le sedute di sala operatoria? Accorpando dei reparti? Chiudendo dei reparti?……. A queste lecite domande, esplicitamente poste alla Dirigenza di ASST, ci è stato risposto che non è previsto nulla di tutto ciò … purtroppo però la nostra esperienza ci porta ad essere diffidenti, vigili e guardinghi, soprattutto quando, per brutta consuetudine, il sindacato viene informato a cose già fatte. I lavoratori non sono disponibili a sopportare oltre, noi neppure” concludono.