Dal bagno di folla all’Adunata degli Alpini di Milano, dal 10 al 12 maggio scorsi, al Giro d’Italia sul Ghisallo, lunedì scorso, senza farsi mancare, nel mezzo, un premio al Lunigiana Film Fest al corto “Gavarot” di Carlo Limonta che segue gli allevatori Enrico e Daniele Colli in alpeggio. Tanti i successi della Latteria Sociale Valtellina.

La Latteria sociale Valtellina al Giro d’Italia

Per la Latteria Sociale Valtellina raccontare il territorio, più che un’abitudine, è uno stile di vita: i formaggi sono il risultato del lavoro di tante persone, ciascuna a suo modo straordinaria, con vite fuori del comune che meritano di essere conosciute. Quelle dei fratelli Enrico e Daniele Colli di Delebio, allevatore il primo, allevatore e veterinario il secondo, tante estati trascorse sulle alte cime delle Orobie per produrre il Bitto, l’attenzione e l’amore verso i propri animali che vivono nel benessere accuditi e coccolati. Scelte di vita non convenzionali rinnovate giorno dopo giorno, anno dopo anno, nella convinzione che un altro lavoro, un altro ambiente non potrebbero esistere. La poesia dell’alpeggio, il romanzo dei fratelli Colli ha conquistato prima il regista Carlo Limonta e poi le giurie dei festival, da Trento a Fivizzano. Al Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo, lunedì 27 maggio, giorno di riposo del Giro d’Italia, all’evento promosso per i giornalisti e tutte le persone che seguono la carovana rosa, i formaggi della Latteria Sociale Valtellina sono stati proposti in degustazione abbinati ai vini dell’Oltrepò Pavese, sponsor della corsa ciclistica. E il giornalista e scrittore Gino Cervi, fra i presenti, ha colto la bontà dei formaggi e l’unicità della storia di Domenico Rossotti, tra bicicletta, estati in alpeggio e, naturalmente, formaggi.

“Dietro ai formaggi ci sono le persone”

“Dietro ai nostri formaggi ci sono le persone, le storie di un territorio unico che colpiscono chiunque ne venga a conoscenza- sottolinea il responsabile marketing Maurizio Giboli – Questo è il valore aggiunto dei nostri formaggi che non potrebbero essere prodotti se non in Valtellina, in Valchiavenna, nell’Alto Lario e nel Triangolo lariano: territori con una forte identità, dove la zootecnia è ancora una passione di famiglia da tramandare di padre in figlio. L’innovazione ha agevolato il lavoro degli allevatori senza togliere nulla alla tradizione né a tipicità e genuinità, perché oggi bisogna innanzitutto soddisfare le richieste dei consumatori, sempre più attenti a ciò che portano in tavola e dunque più esigenti. Attraverso queste iniziative abbiamo l’opportunità non soltanto di promuovere i nostri formaggi ma anche di far conoscere le storie dei nostri territori, di parlare con le persone e di confrontarci con giornalisti e operatori del settore. Un percorso che ci ha consentito di allargare la notorietà del marchio e di divulgare i nostri valori”