Vini di Valtellina. Già all’inizio del XX secolo i vini della Valtellina partivano da Chiuro, Teglio e dintorni, per arrivare a Saint Moritz, nel cuore dell’Engadina, dove finivano sulle tavole dei vip in villeggiatura.

Vini di Valtellina, i racconti di Pietro Nera

«Saint Moritz era l’Eldorado per noi viticoltori», racconta Pietro Nera, decano dei produttori di vino valtellinesi, titolare della casa Vinicola Pietro Nera di Chiuro. «E’ stata l’autentico trampolino di lancio per i nostri Grumello, Sassella e Inferno, i tre vini che più degli altri ci rappresentano oggi, non solo in Svizzera, ma in tutto il mondo».

Vinicola Nera, sapere di padre in figlio

Nell’accogliente sede della Casa Vinicola di Chiuro in esposizione e in vendita c’è il meglio della produzione firmata dalla famiglia Nera. «Il merito di tutto questo è di nonno Bernardo e papà Guido – ricorda Pietro – Sono stati loro a trasmettermi la passione per le vigne e per il vino. Il nonno durante l’inverno mi insegnava a riconoscere i vigneti migliori. La mattina seguente a una grande nevicata mi diceva: “Entro sera capirai quali sono i filari perfetti per il vino”, poi mi portava con lui e mi spiegava che i vigneti dove la neve si scioglieva prima, erano da preferire agli altri perché meglio esposti al sole».

Ben 35 ettari di vigne

Chiuro dispone di 35 ettari di vigne lungo gli oltre 20 chilometri di strada che separano la Torre della Sassella alle porte di Sondrio, dalla Valgella, quasi a Tirano. «Grumello, Sassella e Inferno sono tutti vini Valtellina Superiore certificati Doc e Docg», spiega Pietro Nera. «Nascono da vigneti di Nebbiolo in pendenza, sui terrazzamenti valtellinesi che sono candidati a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Un tipo di viticoltura difficile da effettuare ma che ci sta regalando tantissime soddisfazioni. In zona Inferno siamo il vero punto di riferimento della valle, grazie ai 25 ettari di proprietà (sui circa 50 complessivi)».

Lo Sforzato, un vino di qualità unica

A ogni vendemmia le uve vengono portate nella nostra casa vinicola dove procediamo con la vinificazione. In totale produciamo una media di sei o sette mila ettolitri di vino, diviso in 17 diverse etichette. Oltre ai grandi classici da ricordare anche lo Sforzato dal processo di vinificazione particolare che si effettua da uve lasciate ad appassire fino a Natale. E’ un vino rosso secco, decisamente pregiato, che si inserisce nello stesso segmento dell’Amarone della Valpolicella e del Moscato di Scanzo. Un prodotto unico per aromi e caratteristiche organolettiche, ancora oggi però inspiegabilmente poco conosciuto dagli appassionati del bere bene».

Il futuro nelle mani dei figli

La tradizione della viticoltura della famiglia Nera è destinata a durare a lungo nel tempo. «Il futuro è saldamente nelle mani dei miei figli Stefano, Simone e Angela – spiega il patron – Oltre a seguire la Pietro Nera, si occupano anche dell’azienda agricola Caven dove stanno mettendo a punto processi di vinificazione esclusivi, che danno luogo a una produzione dalla forte personalità. Li vendiamo sempre qui, nella sede di Chiuro. Sono bottiglie che meritano di trovar posto nelle cantine più ricercate».

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La vendemmia migliore di sempre

E chiudiamo con un accenno alla vendemmia 2018. «Sarà la migliore di sempre – commenta Pietro – Mai vista un’estate e un settembre tanto perfetti per la maturazione delle uve, con escursioni termiche da manuale, che daranno luogo a profumi e aromi inarrivabili. Quest’anno la produzione delle uve è stata di una qualità eccezionale. Ne deriveranno sicuramente vini ottimi».

Riconoscimenti internazionali

I vini Nera non mancheranno di riscuotere successo anche a livello internazionale, facendo incetta di premi importanti: «Il nostro Inferno si aggiudica riconoscimenti nazionali e internazionali ogni anno fin dagli anni ‘70. Tra gli altri il Douja d’or della Camera di commercio di Asti e il Cervim, premio internazionale dedicato ai vini di montagna, indetto dall’omonimo istituto di ricerca valdostano.

Esportazioni in tutto il mondo

Ricordo che oggi, per quanto in quantitativo limitato, esportiamo in tutto il mondo: dagli Stati Uniti al Giappone, dal Canada alla Scandinavia, dalla Francia alla Gran Bretagna».
Infine, due parole sulla sede di Chiuro. «Non ci sono solo i reparti produttivi, ma anche la cantina e l’enoteca dove è possibile procedere alla degustazione – racconta – Qui ogni mese accogliamo migliaia di turisti proponendo loro assaggi dei nostri vini in abbinamento a prodotti tipici. Ci piace ricreare l’atmosfera dei territori valtellinesi e delle tradizioni locali per dare a tutti la possibilità di comprendere a fondo la genesi dei nostri vini e, soprattutto, la filosofia che guida ogni giorno il nostro lavoro in azienda».

L’azienda in breve

La Casa vinicola Pietro Nera di Chiuro è oggi, con 35 ettari di proprietà condivisi con l’azienda agricola Caven, una delle cantine di riferimento di tutta la Valtellina. Guidata da Pietro Nera e dai suoi figli (questi ultimi seguono anche il marchio Caven), produce annualmente circa 7.000 ettolitri di vino suddiviso in ben diciassette etichette, tra grandi rossi, bianchi e rinomate bollicine. L’azienda, che dà lavoro a circa 25 operatori, produce tra gli altri il pregiato vino Sforzato, rosso secco da uve passite, di particolare qualità. «Oggi – spiega il titolare – grosso impulso alla nostra crescita ci arriva anche dall’enoturismo e dalle esportazioni in tutto il mondo. In sede ci piace lasciare che la cultura e le tradizioni locali avvolgano ogni visitatore con l’atmosfera unica ed esclusiva della nostra valle».
La Casa Vinicola Nera è a Chiuro in via Stelvio 40/A, tel 0342.482631.

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