Probabilmente quando gli hanno detto che per vincere alle Elezioni europee  bisogna pedalare lui li ha presi… in parola. E così, in sella alla sua bicicletta, sta percorrendo le strade dell’intero collegio Nord Ovest in cui è candidato nella lista si +Europa.

Elezioni Europee, il candidato ciclista e scalatore

Lui è Stefano Morcelli, 27 anni, operaio nell’azienda di carpenteria metallica di suo padre a Semogo, in Valdidentro. E dallo scorso 8 aprile sta pedalando, nel senso letterale del termine, per attraversare Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia. Ha già percorso oltre 2000 chilometri. E alla fine saranno 2500. E per non farsi mancare nulla il 2 maggio insieme a Giulia Pastorella, altra candidata di +Europa, ha raggiunto la vetta del Monte Bianco. Lo scopo? Promuovere una candidatura nata quasi per caso.

Le Elezioni Europee e l’idea della… pedalata

“Sono appassionato di politica da quando avevo 15 anni, ma non ho esperienze amministrative – racconta – Sono stato eletto a fine gennaio coordinatore del gruppo tematico della montagna +EuropAlpi di cui sono stato promotore e uno dei membri fondatori. L’idea di proporre la mia candidatura alla direzione nazionale del partito è nata dopo aver sviluppato il progetto di percorrere la circoscrizione elettorale in bicicletta. In principio volevo promuovere solo il nostro gruppo tematico in vista delle elezioni, poi ho trovato il sostegno di alcuni militanti di grande esperienza che hanno visto in me delle potenzialità uniche da poter valorizzare. Così ho aperto una campagna di crowdfunding per raccogliere donazioni per contribuire alla spese del viaggio e ho inviato la mia candidatura, sapendo di poter contare sull’approvazione di numerosi membri della direzione”.

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Più che campagna elettorale, la sua è un’avventura

Un’avventura – seppur elettorale – è fatta di incontri. E di contrattempi. Morcelli ne narra qualcuno: “Penso al senso di solidarietà che ho trovato nelle persone che ho incontrato. C’è stato chi, senza conoscermi, mi ha offerto cene a base di prodotti tipici locali, una spremuta, un letto per dormire nella sua casa… Molto particolare è stato anche l’incontro con gli attivisti Notav al presidio fisso di Venaus, in Val di Susa, dove ho cercato di capire le motivazioni della loro opposizione a questa opera che io ritengo fondamentale per la sostenibilità del nostro futuro, diminuendo lo spostamento di merci tramite tir. Tra tutte le esperienze che ho vissuto, l’episodio più bello forse può essere considerato il ritrovamento del mio portafogli a Torino, pochi giorni fa: lo avevo perso mentre tornavo al campeggio per dormire attraversando tutta la città in bicicletta a tarda notte. L’indomani ho ricevuto un messaggio su Facebook da parte di un giovane barista che a fine lavoro lo aveva ritrovato. Viviamo in una società molto migliore di quanto spesso la immaginiamo”.