“E’ stata un’opportunità inattesa, concretizzatasi un paio di giorni prima della presentazione delle liste e che ho accettato con piacere dopo aver condiviso questa scelta con la mia famiglia e tutta l’Amministrazione comunale composta da una squadra forte, coesa e giovane”. Damiano Bormolini, 53 anni, sindaco di Livigno, commenta così la candidatura alle elezioni europee nella Circoscrizione Nord Ovest tra le fila di Forza Italia. E in questa intervista si racconta e spiega il suo programma.

Elezioni Europee, come è nata la candidatura?

“E’ nata da una chiacchierata con l’onorevole Lara Comi. Mi aveva manifestato l’esigenza di coinvolgere un rappresentante della Valtellina con una buona esperienza amministrativa e così mi ha proposto al partito pur non essendo iscritto di Forza Italia: mi riconosco nel centrodestra ma sono un indipendente. Mi ha fatto molto piacere”.

Lei è sindaco dal 2011, riconfermato nel 2016…

“Esatto. Sono stato eletto nel comune di Livigno nel 2001 ricoprendo la carica di assessore al Turismo. Incarico che ho ricoperto anche dal 2006 al 2011. Successivamente sono stato eletto sindaco. Fare l’amministratore mi piace e ho sempre messo tanta passione perché senza quella non si va da nessuna parte. Occuparmi della mia comunità e confrontarmi con i cittadini mi è sempre piaciuto. Prima di entrare in Comune, nel 1988, Regione Lombardia mi aveva nominato nell’Aptm di Livigno. Ho presieduto anche Associazione Albergatori di Livigno e ho fatto parte di Federalberghi a Sondrio”.

Lei dice che chi non vive la Valtellina non può conoscerla…

“I pentastellati hanno candidato due persone che hanno origini valtellinesi ma che non ci vivono e non ne conoscono pregi e difetti in prima persona a differenza del sottoscritto. Caso diverso per + Europa che difficilmente raggiungerà il quorum (questo secondo i sondaggi nazionali che lo attestano a meno del 4%) e non potrà rappresentare la Provincia di Sondrio. Faccio appello al voto utile e suggerisco di convergere le preferenze su una persona che conosce bene questa valle e i suoi problemi”.

Quali sono?

Il tema principale è quello della viabilità. Ne abbiamo avuto la prova proprio due settimane fa con la frana che ha causato la chiusura della Statale 36 tra Mandello e Bellano. L’incidente tra l’altro si è verificato nel bel mezzo dei ponti tra Pasqua e il Primo maggio creando notevoli problemi al turismo, alle aziende locali e ai pendolari. Senza un’adeguata viabilità continueremo a penalizzare il turismo e le imprese, soprattutto del fondo valle. Dobbiamo pensare in grande, servono alternative vere. Quali? Servono i trafori per migliorare i collegamenti con l’Italia e il resto dell’Europa. La Valtellina e la Valchiavenna non hanno nulla da invidiare alle altre località turistiche montane, ma hanno bisogno di vie di comunicazione all’altezza perché dobbiamo puntare con sempre maggiore forza sul turismo. Credo inoltre che le via di collegamento aiuteranno le piccole medie imprese a sostenersi e migliorare come meritano”.

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Il turismo a Livigno è in crescita, perché in altre zone fatica?

“Bisogna fare sistema. Dobbiamo essere uniti, avere un unico interlocutore. A Livigno tutti si riconoscono nell’Apt, tutti sono coinvolti e ci presentiamo sempre uniti, con un’immagine unica, ottimizzando gli investimenti. Stesso modello corretto che credo debba essere proposto per il resto della Valle che invece ha troppi interlocutori che vanno per la propria strada. Così si disperdono energie e risorse. Fare squadra è indispensabile, anche perché la Valtellina e Valchiavenna non hanno nulla da invidiare all’Alto Adige o al Trentino dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Dobbiamo solo imparare a lavorare insieme”.

E’ favorevole alle Olimpiadi?

“Certamente. Bormio ospiterà le gare di sci alpino mentre Livigno lo snowboard e il freestyle, due discipline molto giovani. Gli altri comprensori come Valmalenco Aprica e Madesimo saranno il terreno di allenamento e preparazione per le stesse. Momenti di guadagno diretto. I paesi coinvolti nelle gare beneficeranno “solamente” della visibilità. Le Olimpiadi sono un’occasione irripetibile per migliorare la viabilità e le infrastrutture, rappresentano una vetrina mondiale irrinunciabile per chi vuole fare turismo e far crescere i posti di lavoro. Le Olimpiadi garantirà pure maggiori risorse per mantenere la nostra Sanità Montana”.

Quindi le sue priorità sono viabilità, turismo e lavoro?

“Esattamente. Queste priorità permetteranno di creare ricchezza per tutto il territorio. Daranno altro impulso al turismo che inevitabilmente creerà nuovi posti di lavoro con ricadute anche nel comparto commerciale, agricolo e artigiano. Strategia che consentirà di far vivere i nostri paesi montani e la nostra valle evitando lo spopolamento. Dobbiamo concentrare le risorse per favorire lo sviluppo e il lavoro anziché sprecare investimenti nell’assistenzialismo come il Reddito di cittadinanza…”.

Pensa di essere eletto?

“La sfida è complicatissima, ma ci provo. Innanzitutto mi sono candidato perché credo veramente che un rappresentante della montagna possa essere il punto di riferimento delle nostre realtà. Sono certo che concentrando i voti su un solo candidato si potranno ottenere aiuti dall’Europa, che oggi è ancora poco “sfruttata” e che poco o nulla ha dato a tutta la Valtellina e Valchiavenna. In passato con 30 mila preferenze c’erano buone possibilità di essere eletto. Questo è il momento di guardare alle persone, alla loro credibilità e non agli schieramenti politici. In Alto Adige fanno così e tutte le volte mandano in Europa un rappresentante del loro territorio. Chiedo di votarmi perché voglio portare a Bruxelles la cultura della montagna, far capire i problemi del nostro territorio, impegnarmi sul fronte”.